“Gran Galà”, un’occasione per riflettere sul ciclismo

Sabato sera sul palco di piazza Martiri le considerazioni di personaggi di spicco Basso: «Ai miei tempi per essere campione dovevi dimostrarlo tutta la stagione»

BELLUNO. Non solo classifiche e fatica. La Granfondo Bellunese Shockblaze è stata anche, come del resto già lo scorso anno, occasione per parlare e riflettere sul ciclismo. Con campioni del passato e del presente, con medici e giornalisti, con testimoni dei tempi eroici.

E’ ciò che ha proposto sabato sera, come gustosa anteprima della giornata di ieri, il “Gran Galà” di piazza Martiri.

Sul palco Marino Basso, vincitore del mondiale di Gap nel 1972 (oltre che di 15 tappe al Giro, 6 al Tour e 6 alla Vuelta), Andrea Bartali, figlio del grande Gino e presidente della Onlus Gino Bartali, Alessandro De Marchi, professionista della Cannondale, Fabio Masotti e Alex Buttazzoni, azzurri della pista, Marco Sommavilla, specialista in medicina dello sport, e Mirko D’Amato, responsabile del sito internet www.ruoteamatoriali.it.

«Il ciclismo è sempre lo stesso, fatto di fatica e sudore», ha affermato Basso, «una bella differenza rispetto agli anni ’60 e ’70 però è data dal fatto che allora un corridore correva da protagonista tutto l’anno, mentre ora ci si concentra su pochi appuntamenti. Ed è un male perché la gente non riesce ad appassionarsi: ai miei tempi uno non era considerato campione se non lottava da febbraio a ottobre».

Andrea Bartali ha parlato della professionalità di Gino.

«Mio padre era atleta 365 giorni all’anno e si concedeva due settimane di vacanza all’anno, le due a cavallo di Natale», ha spiegato il figlio del grande toscano, «e, in quei quindici giorni, si concedeva anche qualche strappo alla regola a tavola: in particolare, era ghiotto del lesso».

Come la Granfondo, anche il “Gran Galà” ha contribuito a vivacizzare il salotto della città. Soddisfatto il sindaco.

«Siamo felici di aver messo a disposizione la suggestiva cornice di piazza Martiri e di aver dato il supporto logistico necessario», ha affermato Massaro, «eventi come questo, che richiamano concorrenti anche dall’estero, sono un veicolo promozionale importante».( i.t.)

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