Raschi: «Completo accordo con Fardin»

Serie D. Il mister del Belluno è a posto sulla parola e manca solo l’aspetto economico: «Vorremmo confermarne tanti»
Di Gigi Sosso
cordignano calcio
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BELLUNO. Confermare è meglio che rivoluzionare. Il nuovo direttore sportivo del Belluno, Augusto Fardin e il probabilissimo allenatore Roberto Raschi si sono già incontrati. Entrambi girano ancora senza l’ufficialità in tasca, ma hanno fretta di cominciare. E su una cosa sono già d’accordo: la politica calcistica deve cambiare. La squadra non è già bella e pronta, ma poco ci manca. Basterebbe solo qualche innesto, nel settore dei fuoriquota: «Ho incontrato la società, che mi ha confermato la sua fiducia. Dobbiamo solo approfondire il fattore economico, ma sono sicuro che ci metteremo d’accordo».

Faccia a faccia con Fardin. L’incontro con il presidente uscente Sergio Carbonari e il candidato alla sostituzione Livio Gallio era scontato, meno certo quello con Fardin, anche se bisogna fare presto. Scorie, dopo le vicende della scorsa estate, quando l’ex Cordignano, Sacilese e Opitergina avrebbe voluto Stefano Andretta in panchina e il suo arrivo era saltato, di fronte alla conferma di Raschi? «È stato un appuntamento molto cordiale, del resto non è che la scorsa estate avessimo litigato. Semplicemente le nostre visioni non coincidevano, ma questo può capitare. È stato corretto e non abbiamo avuto difficoltà a concordare su alcune cose. Tanto per cominciare, l’opportunità di cambiare il meno possibile, in una squadra e un gruppo, che hanno dimostrato di avere un grande valore, tanto da conquistare 52 punti e salvarsi in anticipo. Ci sarà per forza qualche inserimento, nel settore dei fuoriquota».

L’addio di Boccanegra. Raschi era concentrato sull’operazione salvezza, quando l’ex diesse Gianpietro Boccanegra ha detto per la prima volta di non voler lavorare con il nuovo direttore generale Lorenzo Cresta. Impressioni? «Boccanegra ha lavorato bene e i risultati sono evidenti. Nessuno potrà sottrargli dei meriti, allo stesso tempo non mi permetto di giudicare la sua scelta. È abbastanza grande, per assumersene la responsabilità».

Il ritiro è fatto per lavorare. Una delle cose che vorrebbe Raschi è partire per Tambre con la squadra. L’esperienza dell’anno scorso è stata difficile, in un mercato per di più molto complicato. Siamo ancora in tempo per metterci in moto con tutte le certezze necessarie, invece di trascinare le trattative fino al mese di agosto. Nonostante tutto, non abbiamo sbagliato molto. Massimo uno o due giovani».

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