De Pellegrin, ora l’addio è ufficiale

SOPRACRODA. Il testamento di De Pellegrin. Come atleta, si capisce: il futuro è ancora da scrivere per la medaglia d'oro nel tiro con l'arco, alle Paralimpiadi di Londra. Intanto, è stato nominato atleta dell'anno dalla Fitarco e presto andrà a ritirare anche questa gratificazione. In una lettera al presidente federale Mario Scarzella e a quello del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli «dichiaro che la mia carriera di atleta agonista si è conclusa con le Paralimpiadi di Londra. È stata una decisione maturata già da tempo, per cui chiedo di essere esonerato da tutti gli obblighi dello status di atleta e cancellato dagli elenchi del club paralimpico antidoping».
Indietro non si torna. La raccomandata è un atto dovuto. Oscar De Pellegrin aveva già espresso la sua volontà pochi minuti dopo essere scendo dal podio delle Royal Artillery Barracks. Più di vent'anni tra carabina e arco e un curriculum invidiabile: «Questi 22 anni trascorsi nella Nazionale paralimpica, che mi hanno reso orgoglioso di vestire la maglia per il mondo sono passati veramente in fretta, ma mi hanno lasciato davvero tanto: sconfitte, vittorie, valori, amicizie e soprattutto la consapevolezza di essermi sempre confrontato con i miei avversari con la massima lealtà».
Grandi ricordi. Tutta una vita da atleta gli era passato davanti, al momento di ascoltare l'inno di Mameli con la medaglia al collo. Adesso «tutto questo rappresenta un bagaglio d'inestimabile valore, che rimarrà sempre ben impresso dentro di me e mi consentirà di dire che che ho finito una carriera sportiva straordinaria con grande onore e a testa alta. Ringrazio il Comitato paralimopico e la Fitarco per il sostegno e la fiducia che mi hanno dimostrato».
Premio a Mestre. Tra i tanti riconoscimenti di queste settimane, l'ultimo in ordine di apparizione è quello ricevuto durante la trentunesima edizione del premio "Città dello Sport di Mestre", organizzata dal Panathlon. L'evento ha visto tanti atleti, dirigenti e tecnici salire sul palco del teatro Mabilia. De Pellegrin ha ritirato "Lo sport per la vita": «Nel mio caso, è stato un ottimo veicolo di carattere sociale, un maestro di vita e spero lo sia per tanti altri. Le Paralimpiadi di Londra hanno rappresentato un punto di svolta per il movimento: Rai, Sky e altre dodici testate giornalistiche hanno seguito le nostre imprese sui campi di gara, in Inghilterra». (g.s.)
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