Dalla Palma, il sogno del futuro medico sono le Paralimpiadi

Ex arbitro di calcio, con un problema all’avambraccio ora brilla nell’atletica (800 e 1500) e può andare a Londra
Di Gigi Sosso

FELTRE. Dalla Palma del... migliore. Come avrà cominciato la sua esperienza, nel mondo dell'atletica disabili?

Giustamente con i nuovi record italiani indoor nei 1500 con 4.13.26 e negli 800 con 2.03.60. Davide Dalla Palma ha una malformazione all'avambraccio sinistro e gareggia, sia con i normodotati, che nella categoria T49 (amputazioni e malformazioni): da una parte, è tesserato con l'Ana Feltre e dall'altra, con l'Aspea Padova.

Il sogno realizzabile? Partecipare alle Paralimpiadi di Londra dell'ormai prossima estate: non è lontano dal minimo per entrambe le specialità. E pensare che, da grande, voleva fare l'arbitro di calcio.

«L'ho fatto per diversi anni, partendo dal vivaio e arrivando a dirigere fino alla Terza categoria. Nell'anno in cui ho appeso il fischietto, sono stato anche giudicato miglior arbitro della provincia. Una bella soddisfazione, ma nel frattempo avevo scoperto il mondo delle campestri, per iniziare nelle gare scolastiche e ho cambiato vocazione».

L'invito di Stach. E' stato l'allenatore dell'Ana Feltre, Valerio Stach a fargli assaggiare l'atletica leggera, anche in pista.

«Mi sono tesserato per questa società e ho cominciato a correre, anche con buoni risultati. Sono ormai quattro anni che gareggio e mi diverto molto, anche se l'atletica costa tanta fatica e altrettanto sacrificio».

Fidal e Fispes. Da poco, si sta dedicando anche alle gare riservate ai disabili.

«Mi è capitato quasi per caso. Nel senso che la scorsa estate, al Giro delle Mura di Feltre, ho parlato con l'allenatore del maratoneta Walter Endrizzi delle Fiamme Azzurre, che mi ha prospettato la possibilità di cominciare a fare anche le gare organizzate dalla Federazione italiana sport paralimpici. Mi si sono aperte prospettive del tutto nuove e adesso proviamo a partire per Londra».

I record di Ancona. Tanto per iniziare, gli Italiani, nelle Marche e i primi risultati.

«Subito molto incoraggianti, perchè ero al debutto assoluto, fra l'altro al coperto e mi è riuscito di stabilire i nuovi record italiani, in tutte e due le specielità. Questo è stato un grosso incentivo ad andare avanti e a migliorare ancora».

Minimi da fare. Dalla Palma non è lontano dalla qualificazione per Londra.

«Nei 1500, è questione di appena 11 centesimi (4.08.00) e ci proverò già domenica 22, al Triveneta meeting di Treviso. Un po' meno scontata la riuscita negli 800, dove ho un personale di 2.03.60 e dovrei scendere a 2.02.40. Qui se ne potrà parlare a maggio, in una manifestazione a Torino».

Partenza per l'Olanda. Un'altra delle prossime scadenze saranno gli Europei.

«A fine giugno, un appuntamento molto stimolante e, allo stesso tempo, difficile. Credo di poter essere tra i primi quattro o cinque, ma per saperlo con certezza bisognerà gareggiare. Sono maggiori le possibilità sulla distanza più lunga, in quanto non sono velocissimo».

Colloquio con Bernardi. Già qualificato lo zumellese Germano Bernardi, che si cimenterà nei lanci: peso e disco.

«Ho parlato con lui e mi ha spiegato quanto è avvincente partecipare a questo tipo di manifestazioni. Fino a qualche anno fa, non ci pensavo. Mi si sono aperte prospettive del tutto nuove e interessanti».

Io e l'avambraccio. Dalla Palma conduce una vita normale, nonostante questa malformazione. Che non lo limita quando corre.

«L'ho sempre avuta e mi accetto. C'è qualche limitazione nella fase di spinta con le braccia, ma niente di fondamentale. E in ogni caso non so se potrei fare meglio».

Futuro medico. A 22 anni, la pista è ancora lunga, ma in futuro...

«Sono iscritto a Medicina, all'Università di Ferrara e gli studi stanno andando bene. Faccio tutto quello che fanno i miei coetanei e, in più, mi diverto con l'atletica. Papà Claudio è molto contento».

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