Riaprono le fabbriche: tengono bene i settori collegati al “freddo”
Clivet, Epta, Lu.Ve., Mitsubishi in pole position: previste ulteriori assunzioni

Sarà un rientro dalle ferie in chiaroscuro per le imprese bellunesi. Per molte il ritorno all’attività comporterà la ripresa di vecchi problemi che hanno portato anche all’avvio della cassa integrazione – e stiamo parlando di alcune imprese del metalmeccanico le cui crisi sono ben note (Hydro tra tutte) ma anche di quelle dell’occhialeria soprattutto le piccole e medie che operano per conto terzi –, per altre invece sarà un autunno positivo che vedrà anche delle assunzioni. Domani, infatti, è previsto il ritorno in fabbrica per quasi tutte le migliaia di lavoratori dipendenti della provincia. Poche sono infatti le aziende che riprenderanno l’attività il 31 agosto: sono quelle, solitamente, che hanno lavorato anche la settimana dal 10 al 14 agosto e che quindi hanno posticipato i 15 giorni di chiusura. Sul tavolo, quindi, con il rientro anche il problema dei contratti a termine che per il metalmeccanico ad oggi sono stati tutti confermati; resta l’incertezza per quelli del settore occhialeria, per cui tutto dipenderà dalla situazione internazionale.
L’autunno si prospetta caldo per alcune aziende del metalmeccanico. Pensiamo ad esempio alla Hydro di Feltre per la quale è in calendario l’incontro al ministero del 7 settembre in cui i sindacati di categoria Fiom, Fim e Uilm, si attendono di conoscere se sono andate a buon fine le operazioni per individuare un nuovo acquirente. Ed è quello che auspicano tutti perché, come ricorda Stefano Bona, segretario della Fiom Cgil, «l’azienda entro fine anno lascerà il sito produttivo bellunese». Nel frattempo l’attività continua: questa settimana saranno avviati i forni per poi iniziare la produzione delle billette di acciaio che occuperà 25 degli 85 dipendenti complessivi. «Intanto però», prosegue Bona, «ci sono alcuni lavoratori, terzisti di Hydro, ancora a casa senza percepire la cassa integrazione da due mesi, perché l’ammortizzatore non è stato riconosciuto dal ministero e quindi l’Inps non paga». C’è poi la situazione dell’ex Edim Bosch di Quero acquisita da Tecnomeccanica «per cui a settembre servirà una verifica perché la partita è ancora aperta», evidenzia Bona. Restano sul tavolo le criticità della Allmatic di Lentiai con il futuro dei suoi 25 dipendenti e della Colle spa sempre di Borgo Valbelluna dove persiste la cassa integrazione. Preoccupa anche la situazione della Imv srl di Setteville che produce piattini spargifiamma «ma il settore elettrodomestico sta rallentando e i suoi 70 dipendenti erano in cassa integrazione prima delle ferie. Vedremo cosa succederà al rientro», evidenzia Bona.
«Sicuramente la cassa integrazione già avviata continuerà», analizza anche Mauro Zuglian della Fim Cisl, «per tutte queste imprese. Nel panorama complessivo, registriamo ancora la crisi dell’edilizia e dell’occhialeria, mentre la refrigerazione per quanto attiene all’elettrodomestico tiene ma non cresce. Il vero problema saranno le piccole e medie imprese che da mesi stanno utilizzando gli ammortizzatori sociali e che, giunte ormai agli sgoccioli, dovranno decidere che cosa fare. Per loro l’autunno sarà un periodo decisivo per definire chiaramente il loro destino, precisa ancora Zuglian.
Ci sono poi le situazioni positive di Clivet a Feltre, di Epta Costan a Limana «che hanno già assunto ma sicuramente avranno bisogno di altro personale per poter far fronte agli ordini. Assunzioni arriveranno anche alla Lu.Ve di Mel, ex Acc Wanbao», annunciano sia Bona che il collega della Fim Cisl, Matteo Caregnato, che dai 40 addetti attuali avrà bisogno di aumentare la forza lavoro di una ventina di unità. «Situazione positiva anche per lo stabilimento del gruppo a Limana», precisa sempre il segretario della Fiom Cgil. «Sicuramente le prospettive per l’autunno non sono di un boom che porti a una ripresa veloce, ma registriamo una tenuta molto forte di quelle fabbriche che operano nella refrigerazione e nel condizionamento, grazie al loro know how. E soprattutto grazie agli investimenti sulla tecnologia e sull’innovazione che sta permettendo a queste fabbriche di restare leader nel settore», evidenzia Caregnato pensando a Epta, Clivet, Lu.Ve e Mitsubishi.
Resta tutta la preoccupazione, invece, per il destino delle imprese dell’occhialeria, quelle per cui i sindacati di categoria da mesi hanno lanciato l’allarme chiedendo l’avvio degli stati generali per trovare, tutti insieme, delle soluzioni per superare l’impasse. Sotto la lente, soprattutto, i terzisti che stanno risentendo da tempo ormai dell’internalizzazione delle produzioni da parte delle grandi imprese», evidenzia Giampiero Marra della Filctem Cgil. «Quella che ci appare è una crisi strutturale», evidenzia anche Milena Cesca della Femca Cisl, «per cui servono soluzioni per tenere insieme tutta la filiera. Non dobbiamo disperdere professionalità». Restano criticità anche alla Diab di Longarone dove è aperta da tempo la solidarietà «e su cui servono verifiche», conclude Marra.
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