Veneto, l’intervista all’assessore Giacinti: «Bilancio entro aprile, le tasse rimarranno invariate»
Filippo Giacinti, assessore al Bilancio della Regione: «Irpef o rimodulazione Irap? Vedremo in futuro, in base all’impatto del federalismo fiscale»

Filippo Giacinti, assessore al Bilancio, la contabilità della Regione si muove entro i binari stretti dell’esercizio provvisorio. Quando conta che sarà approvato il bilancio vero e proprio?
«Il nostro obiettivo è proprio quello di uscire al più presto dall’esercizio provvisorio, che impone di impiegare le risorse in dodicesimi, per poter spendere appieno quanto a nostra disposizione. E quindi intorno al 20 gennaio pensiamo di portare in giunta le direttive, per arrivare all’approvazione dei tre disegni di legge ad aprile, prima della scadenza del 30».
Che valore avrà il bilancio?
«Sempre intorno ai 18 miliardi. Per la maggior parte si tratterà di spese vincolate. Stiamo passando in rassegna i singoli capitoli, per capire se sarà possibile recuperare ulteriori risorse, destinate a realizzare il nuovo programma di governo. Ma l’urgenza non comprometterà il fondamentale contributo degli assessorati e la piena partecipazione di commissioni e consiglio, cosa a cui tengo particolarmente».
Quali variazioni di priorità dobbiamo attenderci, rispetto all’indirizzo della precedente amministrazione?
«La nostra bussola dovrà essere il programma su cui abbiamo ricevuto la fiducia dei cittadini. La maggior parte dei fondi continuerà a essere assegnata alla sanità. Ma dovremo garantire a tutti i settori risorse adeguate, proprio perché il programma di governo è ambizioso e le necessità diverse».
L’introduzione dell’Irpef regionale è entro l’orizzonte della manovra del 2027?
«Il prossimo sarà un bilancio molto tecnico, con entrate stabili, imposte invariate e nessuna nuova tassa; ma con il tentativo di recuperare nelle pieghe del bilancio risorse per la spesa libera. In generale, attendiamo di capire quale sarà l’impatto del federalismo fiscale, a metà anno, per conoscere l’esatto ammontare delle risorse a disposizione della Regione per dare piena attuazione al programma di governo».
A proposito del federalismo fiscale, è fiducioso?
«Speranzoso. I veneti meritano di vedere le loro tasse rimanere il più possibile sul territorio per tramutarsi in servizi, infrastrutture e sostegni alle imprese».
Significa che, se i risultati saranno incoraggiati, le aliquote dell’Irap potrebbero essere riviste al ribasso?
«Rispondere ora sarebbe sbagliato, anche per questo aspettiamo il federalismo fiscale».
La condizione attuale è quella dell’esercizio provvisorio, e quindi programmazione in dodicesimi. Un respiro corto che sta penalizzando la Regione?
«Certamente non è la condizione ideale per lavorare. Per questo la priorità è accelerare, ma senza aggirare il dibattito necessario all’interno di giunta e consiglio. Approvata la manovra, mi metterò subito al lavoro sul prossimo bilancio di previsione, con una novità importante».
Cioè?
«Ho chiesto al presidente Stefani, che è d’accordo, di avviare una fase partecipativa di condivisione delle scelte con il territorio. Voglio dedicare due-tre mesi a incontrare nelle diverse province gli amministratori, perché l’autonomia deve partire dal coinvolgimento di sindaci, sanità e sociale, categorie economiche, parti sociali e associazioni».
La scelta dell’amministrazione precedente di lasciarvi in eredità l’esercizio provvisorio imbriglia ora e rischia di mortificare anche le prossime scelte, che in parte saranno piegate alla necessità di fare presto. Non sarebbe stato meglio se la vecchia giunta avesse approvato un bilancio vero e proprio?
«Sicuramente, ma, con le elezioni a novembre, sarebbe stato difficile. E le altre Regioni al voto in autunno si sono trovate nella nostra stessa situazione».
La Regione è indebitata per 300 milioni di euro. Soffre il peso del canone per la Pedemontana. Auspica possa passare nelle mani dello Stato?
«Sono valutazioni che faremo nel momento opportuno, finito di studiare il bilancio».
Facciamo un passo indietro e parliamo di politica. Che FdI si attendesse un altro risultato alle urne è chiaro; cosa non ha funzionato?
«Intanto, FdI ha raddoppiato il risultato delle precedenti regionali. Certo, i sondaggi prospettavano un esito migliore, ma la candidatura alla Lega e la presenza di Zaia come capolista hanno pesato. Avremmo potuto fare meglio. Ma ora è il momento di lavorare: con lealtà verso il presidente e con la consapevolezza di avere un’ottima squadra di 14 amministratori, tra giunta e consiglio».
Sarebbe favorevole a una revisione interna al partito?
«Ho fiducia nei vertici del mio partito e nelle loro scelte. Ma io mi occupo di bilancio».
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