Prete sequestra una pistola ad acqua al parchetto: i bulli lo picchiano

A San Bartolomeo di Treviso, don Francesco Filipputti è stato aggredito dopo una lite nata per una pistola ad acqua sequestrata. Il prete ha riportato una contusione ed è ricorso alle cure del pronto soccorso

Il parchetto parrocchiale
Il parchetto parrocchiale

Una banale lite per una pistola ad acqua sequestrata, poi la reazione violenta e l’aggressione. È accaduto nel pomeriggio di lunedì a San Bartolomeo a Treviso, dove don Francesco Filipputti è stato colpito, rimediando una forte contusione alla schiena che lo ha costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso. E' l'ennesimo caso di violenza giovanile all'interno del comune di Treviso.

Lo sfogo sui social

Il parroco ha affidato il proprio pensiero ai social: «Tra i tanti linguaggi per esprimere il fastidio, hai scelto l’unico sempre sbagliato», scrive don Francesco, che ha denunciato tutto ai carabinieri, rivolgendosi direttamente al giovane aggressore. «Mi dispiace perchè domani ci saranno i soliti commenti che non serviranno, né ai ragazzi, né a nessuno di coloro che coi ragazzi cerca di fare davvero qualcosa - scrive don Francesco - Mi dispiace per le tante persone che frequentano questi spazi di quartiere, perchè la gioia e la tranquillità di uno dei tanti pomeriggi rumorosi qui a SanBa, sono state violate…»

«Mi dispiace, perchè nonostante l’impegno e i tentativi, non riesco mai abbastanza a trovare le modalità e i linguaggi giusti per disinnescare le tensioni…. e costruire… ho anch'io i miei limiti… Certo con alcuni abbiamo e stiamo costruendo.. piccole cose:… un ragazzino che blocca un altro che sta scrivendo una bestemmia sul cemento del campo da calcio, un’ombrello prestato che torna indietro, dopo due giorni, integro… qualcuno che raccoglie le carte da terra… qualcun altro che ti vede al lavoro e ti chiede se vuoi una mano… Vorremmo, senza nulla togliere alle responsabilità di cui con questo gesto ti sei caricato, costruire anche con te.. Se vuoi, con calma, e col tempo che serve… Noi siamo qui... Certo ci vuole coraggio per mettersi in discussione… spesso nemmeno noi adulti ne siamo capaci, ma è l’unico modo per diventare davvero uomini».

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