Omicidio della suocera, la sindaca di Saonara: «Terreno e fondi per una Rsa ma la Regione non risponde»

L’Ente Moscon è pronto a realizzare un centro diurno per anziani non autosufficienti, ma il progetto potrebbe affiancarsi a una nuova Rsa. La sindaca Lazzaro: «Da quattro anni attendiamo l’accreditamento dei posti»

Patrizia Rossetti
Saonara, terreno e progetto ci sono: per la Rsa mancano i posti della Regione
Saonara, terreno e progetto ci sono: per la Rsa mancano i posti della Regione

Il terreno c’è, un progetto pure, e persino un ente disposto a concretizzarlo: quello che manca, per realizzare una nuova Rsa a Saonara, è l’accreditamento dei posti letto da parte della Regione, fermo da anni.

La questione del centro per anziani, ben nota a tutte le amministrazioni succedutesi negli ultimi vent’anni, è tornata bruscamente in primo piano dopo l’omicidio di Maria Zanesca.

Il caso dei posti fantasma

Una tragedia che ha fatto venire a galla con chiarezza, una volta di più, la drammatica e ormai cronica emergenza della scarsità di posti nelle Rsa. Una crisi importante alla quale si somma la solitudine delle famiglie, spesso anch’esse attempate, costrette a dover gestire senza aiuti la fragilità dei propri grandi anziani.

Nella giornata di ieri la sindaca Michela Lazzaro ha rinnovato il suo appello alla Regione per sbloccare i posti di assistenza “fantasma”, potenzialmente fruibili ma mai passati dalla teoria alla pratica: posti che potrebbero alleggerire l’oramai insostenibile pressione gravante su molti caregiver, ovvero i familiari che assistono continuativamente anziani e disabili gravi.

«No, finora non mi è arrivata nessuna risposta», rivela Lazzaro, «anche se questa proposta era già stata presentata agli assessori regionali competenti. L’accreditamento dei posti per gli anziani ai Comuni è fermo da quattro anni ormai: ad esempio Ponte San Nicolò ha 120 posti bloccati. La Fondazione Ente Moscon, Ipab di Saonara, avrebbe a disposizione alcuni posti: se ci venissero sbloccati gli altri che abbiamo chiesto, potremmo realizzare un centro diurno, che già costituirebbe un sollievo per le famiglie. Con l’obiettivo di arrivare ad avere una Rsa».

L’Ente Moscon è pronto

Dal 1947 l’Ente Moscon di Saonara, poi divenuto Ipab, gestisce il patrimonio, perlopiù immobiliare, lasciato dal cavaliere Luigi Fidenzio Moscon, un ricco possidente terriero morto subito dopo la Seconda Guerra Mondiale.

La sua funzione dell’ente è quella di costituire una sorta di braccio operativo del welfare locale, finanziando opere di beneficenza e servizi sociali e creando una sinergia tra Comune e parrocchia.

«Per la comunità sarebbe molto più utile un centro diurno per non autosufficienti, realizzato su una struttura di nuova costruzione pensata sulla base delle reali necessità degli ospiti non autosufficienti», così il presidente dell’Ente Moscon, Federico Gallo, «stiamo attendendo di capire se la Regione assegni o meno al Comune di Saonara i 120 posti richiesti per una Rsa che affiancherebbe il centro diurno. Se questo avvenisse, il terreno su cui costruiremo il centro diurno per anziani non autosufficienti verrebbe usato per entrambe le strutture».

L’area è stata individuata in una zona centrale del paese, tra le vie Roma e Bachelet. Il progetto del centro diurno per anziani è stato presentato ai cittadini nel corso di un incontro pubblico tenutosi lo scorso 19 febbraio.

Le due strutture potrebbero completarsi a vicenda: fianco a fianco si ritroverebbero un centro diurno, pensato per sollevare le famiglie degli anziani meno gravi, e una Rsa vera e propria, destinata ai casi più delicati.

 

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