Riapertura del tribunale di Bassano, Savio: «Un servizio ai cittadini. Chi dici “no” ha interessi corporativi»
L’ex presidente dell’Ordine degli avvocati di Bassano: «Non ci sarà problema di organico e non sarà un tribunalino»

L’avvocato Francesco Savio, per cinque anni presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bassano e per 21 consigliere dello stesso, conosce perfettamente il caso del tribunale bassanese: è stato tra i promotori del progetto per la sua riapertura, ancora nel 2016.
Avvocato Savio, i suoi colleghi sono tutti contrari.
«Il fatto è che gestiscono l’Ordine, istituzione pubblica, come fosse un’associazione privata. Il tribunale è un tema non di stretta competenza degli avvocati. In tal caso il presidente dell’Ordine si deve esprimere sulla base delle decisioni di una regolare assemblea, convocata con tutti gli iscritti. Abbiamo tre presidenti - Treviso, Padova e Vicenza - che fanno i capetti, decidendo loro come l’Ordine si deve esprimere. Però ci faccio parte anch’io, che non sono affatto d’accordo con loro; e così probabilmente molti altri».
Il fronte del no denuncia il problema di organico.
«Hanno ingrandito i numeri relativi alla carenza di personale. Per gli amministrativi siamo intorno al 20-25%. E si deve tenere conto delle immissioni che ci sono state con il Pnrr: 40-60 unità destinate a essere stabilizzate, come ha annunciato il governo. La carenza di magistrati è del 10-12% di media: numeri che non giustificano i 5-6 anni per fare una causa. E poi si consideri che il ddl dice che il tribunale della Pedemontana aprirà nel 2028».

Cosa cambia nel biennio?
«Ci sono 4-5 concorsi per integrare le piante organiche dei magistrati e del personale amministrativo in tutti i tribunali d’Italia. Entro il 2027 le piante organiche saranno complete, cosa mai successa prima. A quel punto verranno aggiunte le 7-8 unità di magistrati e le 25 di personale amministrativo previste appositamente dal disegno di legge per il tribunale nuovo».
Il ddl prevede lo spostamento di organici dai tribunali vicini.
«A Bassano faranno capo circa 280 mila abitanti di Vicenza, 120 mila di Padova e circa 100-110 mila a Treviso. Riducendo il numero di persone che fanno riferimento a quei tribunali si ridurrà conseguentemente il numero di magistrati in quella sede. Sarà un tribunale con un distretto di circa 530 mila persone: un grande tribunale, altro che tribunalino. Si consideri che si parla di “grande”, in base ai parametri del ministero, quando supera i 450 mila abitanti».
Resta la questione della specializzazione dei magistrati, possibile solo in sedi di maggiori dimensioni.
«Non è vero che il tribunale ideale deve avere 50-60 magistrati, l’onorevole Zanettin non dice cose corrette. La riforma ha previsto che il tribunale ideale sia quello che fa capo a 363 mila abitanti e a Bassano siamo oltre i 500 mila. Sarà un grande tribunale con la specializzazione prevista. Ammesso e non concesso che la specializzazione sia legata al numero dei magistrati piuttosto che alla loro preparazione. Quanto alla specializzazione che scongiura le connivenze, è vero dal punto di vista teorico, ma quando avvocati e magistrati specializzati si trovano a cena... Ma non dico altro. In definitiva non si porta via niente a nessuno. Il tribunale di Bassano partirà da zero, con la causa numero uno. E le cause nei primi 4-5 anni verranno risolte in pochi mesi: questo dà molto fastidio a chi rimane negli altri tribunali. C’è solo invidia sotto».
Invidia?
«Invidia che genera false informazioni, dolose. E in più c’è l’eterno problema secondo cui il piccolo tribunale ha meno potere. Ma si guarda all’interesse dei cittadini o all’estetica del tribunale? Il governo dà un tribunale in più alla regione e quindi un servizio in più ai cittadini in una zona economicamente vivace e strategica. Inoltre con il tribunale nuovo lavoreranno meglio gli altri tre».
Ma allora come spiega la contrarietà diffusa?
«Perché non si vuole capire. Ci sono interessi corporativi. Sia per gli avvocati che si vedono ridotta l’importanza del loro Ordine che per i magistrati che lavoreranno in un tribunale meno grande. La legge del più forte, lo si vede con Trump, governa il mondo. Lo riscontriamo anche qui».
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