Quattordicenne trevigiano su una Vespa travolge e uccide un pedone che attraversa
L’incidente nella serata di sabato 11 aprile a Romano d’Ezzelino, sulla provinciale 57. La vittima è Antonio Gonzo, 86 anni. ll giovane è stato sbalzato dalla sella, non ha riportato ferite gravi

Si chiamava Antonio Gonzo e aveva 86 anni la vittima dell’incidente stradale accaduto poco prima delle 20 di sabato in via Generale Giardino a Romano. Abitava con la moglie Silvana nella frazione di San Giacomo, in via Manin. La coppia ha due figlie, che vivono all’estero, Valentina in Belgio e Maddalena in Canada.
La dinamica della tragedia è al vaglio del carabinieri della stazione ezzelina, che al momento dell’intervento non avevano avuto la possibilità di conoscere le generalità della persona deceduta in quanto non aveva documenti.
L’anziano, molto conosciuto in paese dove aveva sempre vissuto, stava attraversando via Generale Giardino all’altezza dell’intersezione con via Ca’ Negri, in un tratto dove non c’è attraversamento pedonale, quando è stato investito da un ciclomotore, una Vespa, condotta da un quattordicenne residente nel Trevigiano.
Sembra che il ragazzo stesse percorrendo la via, che è un tratto della provinciale 57 Ezzelina, diretto da Romano capoluogo verso San Giacomo. L’anziano ha riportato delle lesioni che gli sono risultate fatali e nonostante l’intervento dei sanitari del San Bassiano, subito allertati, è deceduto sul posto. Il quattordicenne, sbalzato di sella, è finito sull’asfalto, ma pare non abbia riportato ferite, perlomeno significative. In ogni caso ha subìto un profondo trauma psicologico, tant’è che per lui si è reso necessario il ricovero all’ospedale, per ricevere assistenza da personale qualificato.
Dopo gli accertamenti e informato il magistrato di turno, la salma di Antonio Gonzo è stata trasportata all’obitorio, in attesa che venga decisa la data della cerimonia funebre, una volta informate le figlie.
Via Generale Giardino è rimasta bloccato per il tempo necessario alle forze dell’ordine a effettuare i rilievi e agli addetti di un’impresa funebre di rimuovere il corpo.
Antonio Gonzo, persona buona e generosa, in pensione da molto tempo, era stato dipendente di un’azienda che un tempo era dello Stato. Lucido e dinamico, ogni giorno effettuava una camminata o una passeggiata in bicicletta per tenersi attivo e in forma. Del resto lo sport della bicicletta era stata una delle sue principali passioni. Aveva fatto parte di un gruppo ciclistico amatoriale a Bassano ed era stato uno dei protagonisti della spedizione, sempre ciclistica, che aveva portato dieci appassionati da Venezia a Pechino. Tra i promotori e gli organizzatori di un’iniziativa che ha suscitato interesse e successo a livello non solo nazionale c’era anche Aldo Maroso, ex sindaco di Cassola.
Gonzo assisteva alla televisione a tutte le gare ciclistiche, non ne perdeva una. A questo aveva aggiunto anche il desiderio di essere costantemente informato su quanto accade in Italia e nel mondo e ogni giorno con la Gazzetta dello Sport acquistava un quotidiano di cronaca.
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








