Papa Leone in Veneto, ecco le località che potrebbero ospitarlo

L’agenda papale piena fino a tutto agosto. Tante le candidature, da Padova a Vicenza, da Canale d’Agordo a Pieve di Soligo

Laura Berlinghieri
Papa Leone ha promesso che verrà in Veneto
Papa Leone ha promesso che verrà in Veneto

Sarà forse stata la magnificenza della Sala Clementina a dargli coraggio. Uno spunto, per il presidente del Veneto Alberto Stefani, per azzardare: «Santità, grazie. La aspettiamo in Veneto». A tu per tu con Papa Leone XIV. Chissà se aveva immaginato la risposta: «Va bene».

Non è certo una promessa scolpita nella pietra. Ma in una regione che ancora ricorda con emozione le due visite, piuttosto recenti, di Papa Francesco – viaggi tra gli ultimi del suo pontificato – è sufficiente questo per fantasticare. Anche perché, fanno presente da ambienti vaticani, questo scampolo di ministero ricorda gli inizi del papato di Karol Wojtyła: anche lui eletto Vescovo di Roma relativamente giovane, e dunque solito affrontare viaggi anche di più giorni.

Papa Leone invitato in Veneto dal governatore Stefani. E lui dice di sì
L'incontro tra Alberto Stefani e Papa Leone XIV

«Per noi sarebbe un onore accogliere il Pontefice nella nostra terra, una comunità che crede profondamente nei valori della solidarietà e delle relazioni umane» ha detto Stefani, reduce dall’incontro in Vaticano. Visita organizzata al termine del lungo periodo olimpico e paralimpico, alla presenza degli atleti, oltre che dei rappresentanti della Fondazione Milano-Cortina, dei vertici di Coni e Cip, del ministro dello Sport Andrea Abodi, dei governatori (ma c’era anche Luca Zaia) e dei sindaci dei territori dove si sono svolti i Giochi.

Il rapido scambio di battute è avvenuto al termine dell’incontro. «Ho invitato il Papa in Veneto e lui ha risposto in modo affermativo», ha confermato Stefani, «per cui lo aspettiamo con tutto il cuore».

Quando: non prima di settembre

Per il momento si tratta di suggestioni, poco più. Ma già c’è chi incrocia gli appuntamenti del Pontefice, alla ricerca di una finestra libera, nella quale provare a infilare una visita in Veneto. Le possibilità, a dire il vero, non sono molte, perché già questo mese Papa Leone sarà impegnato in un lungo viaggio in Africa, da lunedì 13 a giovedì 16 aprile. A maggio sarà a Napoli, Pompei e Acerra.

Poi, a giugno, trascorrerà una settimana in Spagna e il 20 andrà a Pavia.

A luglio è in programma una visita a Lampedusa. E poi agosto: il 6 ad Assisi e il 22, ultimo appuntamento in agenda finora, al meeting di Rimini.

È probabile allora che, se il Pontefice deciderà di dare seguito alla promessa fatta a Stefani, il suo viaggio a Nord Est non sarà prima di settembre. Ma non sarà certo sufficiente il breve scambio avuto con Stefani: occorreranno un invito ufficiale e il coinvolgimento della Chiesa locale.

Dove: le varie ipotesi

È chiaro che, se l’ipotesi dovesse effettivamente concretizzarsi, la città di Venezia sarebbe la prima indiziata, come destinazione della visita. La prima città del Nord Est, che meno di due anni fa ha accolto Papa Francesco, prima in visita al carcere della Giudecca, poi in Piazza San Marco per la messa davanti ai fedeli.

«Quando il Papa verrà, saremo molto contenti di accoglierlo» fanno presente, intanto, dal Patriarcato di Venezia. E va ricordato che già nell’estate scorsa il patriarca Francesco Moraglia aveva avuto l’occasione di manifestare il desiderio di una visita papale nelle «terre di san Marco», proprio durante un incontro con lo stesso Prevost.

Il suo invito, peraltro, non è stato il solo. Perché lo stesso ha fatto la Diocesi di Padova: città, peraltro, con un santuario – la Basilica di Sant’Antonio – tra i più importanti al mondo, e che attende la visita di un Pontefice da quarantaquattro anni.

E poi la Diocesi di Vicenza, con il sindaco Giacomo Possamai, complice le celebrazioni per i 600 anni dalla prima apparizione della Madonna a Monte Berico. «L’anno giubilare terminerà il 7 marzo del 2027, sarebbe bello ricevere una visita del Papa entro quella data» conferma Carlo Rossato, priore della Comunità dei Servi di Maria e rettore del santuario di Monte Berico. E un altro invito è arrivato dalla Diocesi di Udine, per il 3 maggio prossimo, a cinquant’anni del devastante terremoto che ha provocato 990 vittime. Un’occasione a cui il Pontefice sarà costretto a mancare, ma alla quale invierà il presidente della Cei, Matteo Maria Zuppi.

E poi ci sono i legami che riguardano la storia personale di Papa Leone. Che difficilmente – lui che, per l’estate, dopo 12 anni ha deciso di recuperare la residenza estiva di Castel Gandolfo – si spingerà fino a Lorenzago, nel Cadore. Ma che invece potrebbe decidere di rendere omaggio a Papa Luciani – citato da lui stesso, nel discorso di insediamento sulla Cathedra Romana nella basilica di San Giovanni in Laterano: avvio del suo pontificato – visitando il suo paese natale, Canale d’Agordo. Nel 2027 ricorreranno i 115 anni dalla nascita di Giovanni Paolo I e nel 2028 i 50 dalla morte.

E infine c’è Pieve di Soligo, nel Trevigiano, la cittadina di Giuseppe Toniolo, poi Beato: il padre della dottrina sociale della Chiesa, ma, soprattutto, tra gli accademici che più influenzarono la genesi della Rerum Novarum, la celebre enciclica di Leone XIII. Pontefice, questi, al quale Prevost – suo successore, nella scelta del nome pontificale – è chiaramente molto legato.

Solo suggestioni, è vero. Ma da cui partire, per immaginare il ritorno di un Pontefice nella nostra regione. —

Hanno collaborato Marta Artico e Marta Randon

 

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