E’ morto il fotografo Duilio Stigher: aveva 86 anni

Fotografo e operatore Rai, fu tra i primi sul luogo della tragedia del Vajont del 1963. Immortalò anche l’Acqua Granda. Una vita tra informazione, sport e impegno veneziano

Alberto Vitucci
Duilio Stigher
Duilio Stigher

Addio a Duilio Stigher. Una figura familiare, benvoluto dai colleghi e dal mondo della voga e del canottaggio che aveva seguito con amore fino a pochi mesi fa. Il celebre cineoperatore Rai, ex fotografo, è morto lunedì sera, 30 marzo, all’età di 86 anni.

Grande il cordoglio in città per un veneziano che aveva lavorato una vita al servizio dell’informazione e degli sport più diffusi della sua città.

Tra i reporter della storica società di fotografia Cameraphoto, Duilio era stato tra i primi ad accorrere sul luogo del disastro dopo la tragedia del Vajont, nell’ottobre del 1963.

Tre anni dopo, con l’alluvione del 4 novembre del 1966 e l’Acqua Granda, la marea più alta della storia che aveva allagato la città sommergendola per due giorni con un metro e 96 centimetri di acqua, Duilio era in servizio.

Aveva girato le immagini della città sommersa, documentando una realtà drammatica e inedita, riuscendo a trasmetterle nel telegiornale della sera, in una città senza luce, dalla redazione di Ca’ Vendramin Calergi.

Tantissimi i suoi servizi come operatore specializzato, immagini che hanno spesso fatto il giro del mondo con presidenti e papi in visita a Venezia.

Ma Stigher era anche uomo di sport. Aveva collaborato con la famiglia Rosa Salva, Delfo Utimpergher suo collega e giornalista Rai e Carlo Gottardi, ammiraglio dell’Arsenale, alla creazione della Vogalonga, la prima maratona non competitiva per la laguna.

Una “garbata protesta”, com’era stata definita allora, contro il moto ondoso e l’invasione dei motori, che compie quest’anno mezzo secolo.

Lo vedevi ogni anno dopo aver faticato nell’organizzazione, sul pontiletto d’arrivo in Punta della Dogana a distribuire a ogni barca i premi, uguali per tutti, della partecipazione alla gara: il diploma e la medaglia.

Quasi tutti a Venezia Stigher lo conoscevano e lo stimavano. Anche per il suo impegno ai vertici della Federazione italiana canottaggio, di cui è stato presidente del Comitato veneto per quattro mandati in cui aveva fatto valere la sua umanità. Una passione nata nella storica società di voga e canottaggio delle Fondamente Nuove “Francesco Querini”. Premuroso, gentile, efficiente. Mai polemico.

Lo ricordano commossi anche a nomi degli atleti i dirigenti della Fic Paolo Lonardi, Alberto Vianello, il presidente federale e atleta più volte vincitore nel Palio delle Repubbliche marinare e nei campionati mondiali di canottaggio Rossano Galtarossa, Mautrzio Ustolin.

«Una bella persona, e un collega bravissimo», lo ricorda il giornalista Rai Maurizio Crovato.

I funerali di Duilio Stigher si terranno mercoledì 8 aprile nella chiesa di San Giobbe. 

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