La febbre e poi la morte, i genitori: «Ricordiamo Azzurra per la vita meravigliosa»

La comunità di Sant’Angelo di Piove di Sacco è sotto choc per la morte della giovane Azzurra. Il padre Mattia Breda: «Cerchiamo di farci forza, ma è impossibile»

La piccola Azzura con i genitori
La piccola Azzura con i genitori

«Siamo distrutti dalla perdita, cerchiamo di farci forza, ma è impossibile affrontare tutto questo. Proviamo in qualche modo a ricordare Azzurra, per ciò che era, per la vita meravigliosa che ha saputo essere». Trascina le parole Mattia Breda, il padre di Azzurra. Lo fa con dignità estrema, proteggendo la moglie e mamma, il loro bisogno di elaborare, di disperarsi, di attraversare il dolore. Una ragazzina meravigliosa, un intreccio di intelligenza e vivacità e amore per la musica.

Una famiglia distrutta 

Lo sconforto impotente per la morte della giovanissima sta segnando profondamente la comunità di Sant’Angelo di Piove di Sacco. Familiari, amici e compagni di scuola vivono ore di sgomento, cercando sostegno e conforto negli affetti e nella fede. I catechisti e gli insegnanti la ricordano come una ragazza solare, sempre sorridente, attenta e partecipe nelle attività della parrocchia.

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Lorena Gottardello

«Azzurra era presente, si faceva voler bene», racconta don Enrico Piccolo, parroco del paese, «la famiglia è sempre stata molto praticante, e anche prima di Natale il papà portava la figlia alle celebrazioni dell’Avvento. La sua energia, il suo entusiasmo per la musica e la voglia di stare con gli altri facevano parte della vita di tutti noi». Don Piccolo sottolinea anche il peso che il lutto sta avendo sui genitori: «Mattia e Valentina sono distrutti psicologicamente e non hanno ancora trovato la forza di spiegare alla figlia più piccola, Cecilia, di soli quattro anni, che la sorella più grande non c’è più. Affronteranno questo momento con l’aiuto di uno psicologo, ma intanto la comunità cerca di sostenerli».

Ieri un gesto di estrema umanità ha toccato profondamente la famiglia: i genitori di Eleonora Chinello, la quattordicenne del paese investita e uccisa a ottobre 2024, hanno portato la loro vicinanza. «È stato un incontro silenzioso, fatto di abbracci e lacrime, ma anche di una comprensione profonda», spiega don Piccolo, «sono genitori che hanno già attraversato lo stesso tipo di dolore e la loro presenza è stata un conforto prezioso».

Il ricordo 

Insieme, a toccarsi, a guardarsi, a provare a capire se l’impossibilità di un senso può essere affrontata. La comunità si prepara ora a ritrovarsi per ricordare insieme Azzurra. Lunedì alle 19, nella chiesa parrocchiale, si terrà una veglia: «Ci saranno tutti i catechisti che la conoscevano e chi vorrà esserci», conclude il parroco, «sarà un momento semplice per affidarla a Dio e stare accanto ai suoi genitori».

Anche al sindaco Guido Carlin era rimasta impressa l’energia virtuosa e positiva di Azzurra, la delicatezza brillante che sapeva portare nella socialità di Sant’Angelo: «Era una ragazzina conosciuta e molto apprezzata, tanto riservata quanto educata, nonché partecipe della vita del paese e delle iniziative organizzate dal Comune. Oltre a suonare il pianoforte, cantava nel coro dei ragazzi in chiesa. Frequentava la scuola media del nostro istituto comprensivo», ricorda il primo cittadino, «l’avevo vista in classe prima di Natale, ero passato per salutare gli studenti, e mi aveva colpito per il suo sorriso».

Le parole dovrebbero essere in grado di portare i pesi che non si riesce a sopportare, ma a Sant’Angelo la ferita è lacerante. Resta il balsamo che in tanti stanno portando ai genitori.

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