Prosciutto e inno di Mameli durante la preghiera islamica: lo youtuber avrà il daspo
La Digos lo ha convocato, ma lo youtuber Simone Carabella era già tornato a Roma. Nei video pubblicati ha giocato il ruolo di vittima. Ora per alcuni mesi non potrà mettere piede a Venezia

Daspo in arrivo per lo youtuber romano in trasferta a Mestre. Simone Carabella non potrà più rimettere piede a Venezia, almeno per un po’. Lo show con il panino al prosciutto andato in scena al parco del Piraghetto venerdì, giorno della preghiera, gli è costato caro e non è piaciuto alla città.
I video in cui ringrazia le forze dell’ordine, cercando di capovolgere a suo favore quanto successo, non hanno convinto polizia carabinieri e nemmeno la locale e i lagunari. Il giorno in cui Carabella è piombato a Mestre per il suo tour dei centri islamici, ha messo in atto la provocazione ed è stato inseguito dai musulmani, gli agenti lo hanno cercato per convocarlo nei loro uffici.
Ma dopo la “bravata”, nelle ore successive, se ne è tornato nella Capitale, per proseguire i suoi impegni. Da Roma ha tagliato, montato, editato i video della mattinata passata in città, mandandoli online uno dopo l’altro. Un botta e risposta proseguito anche nei giorni successivi per acchiappare click.
E dunque le forze dell’ordine non sono riuscite a interrogarlo. Nonostante questo, però, a breve gli sarà notificato l’atto ufficiale del questore di Venezia, con il quale all’influencer viene vietato di tornare a Venezia per un bel pezzo, probabilmente addirittura sei mesi.
Di certo non potrà più fare blitz in qualsivoglia centro di preghiera della città, per provocare i fedeli e mettere in pericolo non solo le famiglie con i bambini, ma anche le forze dell’ordine e la popolazione.
Venerdì Carabella si è materializzato al Piraghetto durante la preghiera, ha calpestato il tappeto dell’imam, gli ha strappato il microfono e ha fatto il suo show con il panino al prosciutto in una mano e nell’altra il cellulare per filmarsi e mandare online le stories dei suoi video, facendo un bel po’ di visualizzazioni a spese dei fedeli musulmani della città. Carabella dopo l’esibizione, per difendersi ha spruzzato lo spray al peperoncino contro un senegalese, colpendo anche involontariamente un carabiniere, e per questo è stato segnalato dai militari.
Ieri Samrat Abdallah dell’associazione Ittihad che si ritrova al parco ogni venerdì regolarmente, è nuovamente tornato in caserma per integrare la denuncia querela contro l’influencer, nella quale è nominata anche la vannacciana Giovanna Luzzi.
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