Emergenza plastica, la Regione convoca d’urgenza i gestori: «Subito nuovi spazi»
L’assessora Venturini ha richiesto la convocazione di un tavolo. Il commento: «Il perdurare delle problematiche può portare a disfunzionalità di gestione. Serve l’approvazione di procedure d’emergenza»

Tre mosse per superare l’emergenza della plastica differenziata che non viene ritirata (per la crisi della domanda) intasando i depositi dei centri di raccolta, già arrivati ai limiti massimi. Con conseguente rischio di stop nella raccolta del rifiuto urbano.
Le azioni da intraprendere per evitarlo sono state individuate dall’assessora regionale all’Ambiente Elisa Venturini che ieri mattina, dopo aver segnalato il problema al Governo, ha inviato una mail per la convocazione di un tavolo regionale sul problema.
Vertice da fare con tutti gli operatori del settore, da Corepla agli enti gestori. Si tratta, più precisamente, di recuperare spazi autorizzando nuovi stoccaggi in deroga, di smaltire gli eccessi portandoli in altri impianti produttivi e di destinare ulteriori quantità ai termovalorizzatori.
I rischi e le vie d’uscita
L’assessora è netta sul rischio a cui si va incontro: il blocco dell’intera filiera. In pratica il blocco della raccolta rifiuti.
«Senza interventi efficaci, il perdurare di tale criticità può portare a sempre più rilevanti disfunzionalità del sistema di gestione delle plastiche differenziate da imballaggio con possibili ripercussioni sul servizio pubblico di raccolta differenziata urbana», spiega Venturini. Indicando le soluzioni immediate: «In un simile contesto, si rende indispensabile l’attivazione immediata e coordinata di misure temporanee quali, ad esempio, l’approvazione di procedure d’urgenza per ampliare temporaneamente gli stoccaggi in deroga, l’autorizzazione straordinaria al recupero energetico presso gli impianti di Piano regionali ed eventualmente l’indirizzamento di alcuni quantitativi di plastiche riciclate post consumo ad altri impianti produttivi già idonei e autorizzati alla gestione di tale tipologia di materiale».
La Regione indica come «urgente e indifferibile» la convocazione di un tavolo tecnico di coordinamento tra enti, istituzioni e gestori a livello regionale. L’obiettivo è di analizzare il problema e autorizzare le conseguenti azioni a tutela del territorio.
L’allarme
L’allarme è stato lanciato da Veritas, la società di raccolta rifiuti che serve il Veneziano, e dalla controllata Eco+Eco incaricata del ritiro degli imballaggi di plastica. I depositi qui sono al limite, con un accumulo di 8 mila tonnellate di materiale recuperato con la differenziata e in attesa di essere ritirato.
È chiaro che se viene meno lo spazio dove stoccare la plastica, essa non potrà più essere raccolta. Uno scenario da scongiurare. Anche perché, come evidenziato dagli altri gestori del Veneto, il problema è destinato ad avere ripercussioni diffuse e il Veneziano essere solo l’avamposto.
Di qui la mobilitazione della Regione per affrontare l’emergenza e, in prospettiva, per trovare una soluzione al problema legato alla perdita di competitività della plastica riciclata in Italia. Un fenomeno, questo, dovuto alla concorrenza sia della plastica vergine che di quella riciclata in Paesi extra Ue.
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