Torna in Italia con i sintomi della malaria, bimba chioggiotta grave a Padova
La piccola è ricoverata in gravi condizioni in Terapia intensiva. Di recente aveva fatto un viaggio in Africa con la famiglia

Sospetta malaria, bimba trasferita d’urgenza dall’ospedale di Chioggia a Padova, punto di riferimento per le malattie infettive. La piccola è ricoverata in gravi condizioni in Terapia intensiva e le sue condizioni sono critiche.
La piccola, ieri pomeriggio, è stata accompagnata dai genitori al Pronto soccorso all’ospedale della Navicella con febbre alta, dolori muscolari e vomito. Sintomi che avrebbero potuto essere quelli di una banale influenza o di un semplice virus e che, invece, erano scatenati da qualcosa di ben più serio. Dopo tutti gli accertamenti del caso, davanti al sospetto che si trattasse di malaria, una grave malattia infettiva causata da protozoi parassiti trasmessi all’uomo da zanzare femmine infette, i medici chioggiotti hanno disposto il trasferimento a Padova, dove è stata immediatamente ricoverata in Terapia intensiva.
L’infezione in Africa
La bambina, residente a Chioggia, era rientrata di recente da un viaggio in Africa con la famiglia. Si tratta, dunque, di un caso di contagio importato dall’estero e non di un’infezione autoctona a Chioggia, considerando anche il periodo in cui la bambina si è ammalata. In questi casi, per accertare prima che si tratti di malaria e poi per identificare la specie di protozoo responsabile dell’infezione, vengono usati test rapidi immunocromatografici e metodi molecolari.
L’incidenza
Nonostante si tratti di una malattia diffusa soprattutto nelle aree tropicali, i casi in Italia non mancano e sono soprattutto di importazione. Casi che, tra l’altro, dopo la diminuzione dettata dal freno agli spostamenti imposto dal Covid sono tornati stabili ai numeri pre pandemici. Complessivamente, negli anni 2017-2023 sono stati segnalati 4.372 casi totali, con una media annua di 624 casi. La categoria più coinvolta è rappresentata dagli immigrati regolarmente residenti in Italia di ritorno da viaggi nei loro paesi d’origine in visita ai familiari. I casi tra gli italiani si attestano mediamente intorno al 16%. Durante il Covid, nel 2020, il numero di casi totali registrati dall’Istituto superiore di sanità era rimasto sotto la soglia dei 200.
I casi dopo le ferie
Se a luglio e agosto i casi crescono, il picco a livello nazionale in fatto di casi di malaria viene registrato è settembre, al rientro dalle ferie. Quindi, il caso della bambina chioggiotta è fuori stagione e l’unica spiegazione possibile è che sia stata infettata durante il suo viaggio in Africa. Considerando che la malaria ha un periodo di incubazione che va dai 7 ai 30 giorni, la piccola ha fatto in tempo a tornare a casa, a Chioggia, per accusare i primi sintomi. Il fatto che questi, però, siano così simili a una normale influenza non aiuta per una diagnosi tempestiva. A far scattare i campanelli d’allarme nei medici, il racconto del viaggio all’estero fatto dai genitori.
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