Lavorare con il caldo record: cosa dice la nuova ordinanza della Regione Veneto

Le linee guida per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare limita l’attività lavorativa per diversi settori. Coinvolti anche chi lavora in locali chiusi, ma non climatizzati

Operai edili al lavoro sotto il sole in un cantiere
Operai edili al lavoro sotto il sole in un cantiere

Contro le temperature record che anche quest’anno interesseranno il Veneto la Regione corre ai ripari. Soprattutto in tema di sicurezza e tutela delle lavoratrici e lavoratori più esposti al forte caldo. 

Il presidente Alberto Stefani ha accolto le linee guida per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare, assecondando delle condizioni climatiche sempre più critiche. 

Il provvedimento entrerà in vigore dal 17 giugno al 31 agosto 2026.

Cosa prevede il provvedimento 

Le linee guida dispongono il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16. Questo vale per diversi settori: agricolo, florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave.

Utile anche l’analisi di previsione del rischio di Worklimate: il sistema elaborato da Inail e Cnr per segnalare i diversi livelli di rischio per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. Restano validi eventuali accordi aziendali che prevedano misure di tutela equivalenti o più tutelanti per i lavoratori.

Cosa cambia per chi lavora all’interno

La Regione raccomanda l’applicazione delle linee di indirizzo in tutte le attività svolte all’aperto e negli ambienti chiusi non climatizzati che sono influenzati ugualmente dalle condizioni meteorologiche esterne. Il provvedimento lancia un’accortezza comune: evitare il più possibile di svolgere attività lavorativa durante le ore più calde della giornata.

 

 

 

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