Via il bollo auto dal 2027, Stefani: «Scelta storica di equità, il Veneto non perderà nulla»
Il gettito del bollo nel 2025 era stato di 980 milioni di euro. Il governatore: «Le Regioni saranno compensate in toto». Manildo (Pd): «Propaganda pura, c’è il rischio di un buco»

Il bollo auto è la tassa più consistente fra quelle il cui gettito finisce alle casse della Regione: 980,3 milioni di euro incassati per questa sola voce, come risulta da Rendiconto finanziario 2025. E 950 milioni messi in previsione nel Bilancio 2026.
Se diamo retta al governo, che parla di esenzione per il 70% dei veicoli, possiamo stimare una perdita per l’esercizio finanziario 2027 pari a circa 686 milioni di euro. Perdita però che, sempre in base alle promesse di palazzo Chigi, verrà interamente compensata da altri trasferimenti. Si spiega così la dichiarazione diffusa mercoledì dal presidente della Regione Alberto Stefani, che parla di «storica battaglia che oggi vinciamo» e di «scelta di campo coraggiosa che va incontro a milioni di famiglie provate dalla crisi geopolitica internazionale».
Iniziativa del governo Meloni sposata in pieno, nella certezza che non ci saranno falle nel bilancio della Regione: «La misura - spiega infatti il governatore - sarà accompagnata da compensazioni adeguate che consentiranno alla nostra Regione di non subire minori entrate. I tempi che attraversiamo sono difficili ma provvedimenti come questo e lo stop al blocco dei veicoli diesel euro 5 dimostrano grande attenzione e senso di responsabilità verso la nostra comunità», conclude Stefani.
L’opposizione
Chi non ha tutte queste certezze è il capogruppo del Partito democratico e portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Giovanni Manildo: «Alla faccia di autonomia e intese: il governo, per pura propaganda elettorale, toglie un’imposta che rappresenta una delle colonne portanti delle entrate proprie regionali creando così una grande incognita sulla tenuta dei servizi per i cittadini veneti. Si tratta di un gioco di prestigio dagli effetti speciali ma che può generare un effetto boomerang».
Manildo chiede poi se Stefani fosse stato messo al corrente del blitz sul bollo e aggiunge: «La promessa di un trasferimento compensativo non basta a fugare le preoccupazioni: non si tratta di una cifra facile da drenare dalle casse statali, soprattutto di questi tempi: il rischio concreto è di creare un buco nei bilanci regionali. A partire da quello del Veneto che già non naviga in buone acque e che introita dal bollo auto circa 600 milioni».
La Lega
«Mentre altri parlano di tasse, Salvini le cancella», sottolinea invece Andrea Tomaello, commissario della Lega in Veneto. E c’è da scommettere che sarà una delle carte che il segretario della Lega metterà sul piatto dal palco di Pontida, domenica prossima. «È una scelta coraggiosa – continua Tomaello – che va incontro alla gente in un momento segnato da difficoltà, lasciando più risorse nelle tasche degli italiani e mantenendo un impegno preso: meno tasse, più libertà di muoversi. Questo provvedimento, insieme allo stop al blocco dei diesel Euro 5 in Veneto, testimonia l’attenzione e la responsabilità della Lega verso famiglie e lavoratori. Da una parte le follie europee, il Green Deal e gli attacchi quotidiani al portafoglio degli italiani da parte della Commissione europea, dall’altra la Lega dimostra come sempre che, quando amministra, a tutti i livelli può fare la differenza per sostenere le esigenze reali dei cittadini», conclude il commissario della Lega in Veneto.
I meloniani
Fratelli d’Italia in Veneto sottolinea la bontà dell’azione del governo Meloni anche sotto questo profilo. «Mentre la sinistra propone nuove tasse, noi eliminiamo una delle più odiate», recita il post di Raffaele Speranzon, coordinatore veneto del partito e vicecapogruppo in Senato.
Il capogruppo regionale Claudio Borgia parla di «scelta che interessa soprattutto quei mezzi di piccola e media potenza utilizzati ogni giorno per andare al lavoro, accompagnare i figli, raggiungere i servizi e garantire la mobilità delle famiglie. È questa, per Fratelli d’Italia, la funzione di uno Stato moderno». E se FdI fornisce una cifra di 14,5 milioni di auto interessate in Italia, per proporzione potremmo stimare che il provvedimento di esenzione in Veneto possa riguardare circa 1,2 milioni di veicoli.
Cosa prevede il decreto
Il decreto legge approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri prevede che la somma a compensazione del mancato introito per le Regioni e Province autonome sarà pari a due miliardi e 293 milioni per il 2027, unico anno, per ora, in cui viene applicata l’esenzione dal pagamento del bollo per tutte le auto inferiori agli 80 kW.
Gli importi spettanti a ciascuna Regione saranno stabiliti, entro il 31 marzo 2027, con decreto del Ministro dell'economia, sentita la Conferenza delle Regioni. I governatori di centrodestra, in una nota congiunta, aggiungono pure che la manovra «stabilizzerà le entrate senza dover più affrontare l'incertezza legata alla riscossione e al recupero dell'evasione».
Alla domanda delle domande, come farà il governo a rinunciare a 2,3 miliardi di euro senza tagliare la spesa e senza sforare il Patto di stabilità, una prima risposta tentano di darla fonti di palazzo Chigi facendo sapere che l'esenzione del bollo auto sarà coperta con economie del Pnrr. Si tratterebbe sia di “grants” (contributi a fondo perduto) che di “loans” (prestiti) non utilizzati al 30 giugno 2026.
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