Bagnini e IA, Bibione accelera: telecamere intelligenti per salvare vite in mare

Il progetto discusso in Regione con il Sib e l’assessore Lucas Pavanetto punta a creare entro il 2027 una centrale operativa capace di individuare malori e situazioni di pericolo in spiaggia attraverso l’intelligenza artificiale. «La tecnologia può aiutarci a intervenire più rapidamente»

Rosario Padovano
Un bagnino in spiaggia
Un bagnino in spiaggia

Servizi di salvataggio con l’intelligenza artificiale applicata alle telecamere: se n’è palato martedì 5 maggio pomeriggio in un vertice tra il Sindacato italiano balneari e l’assessore regionale al Turismo Lucas Pavanetto a Mestre, negli uffici della Regione.

Bibione vuole introdurre questo sistema di giorno, creando una security room, una specie di centrale operativa come quella delle forze dell’ordine, già nel 2027. Attorno al tavolo con Pavanetto c’erano il presidente regionale Sib Lorenzo Braida, accompagnato dai soci di zona Leonardo Ranieri per Chioggia, Pierluigi Padovan per Lido di Venezia, Andrea Bacci per Sottomarina, e Andrea Drigo Bibione. Hanno preso parte anche la sindaca di Cavallino Treporti Roberta Nesto per conto dei sindaci della Costa Veneta, e i vertici delle capitanerie di Porto.

Focus sull’intelligenza artificiale. «Ci sono aziende che ci potrebbero venire incontro, ma occorre anche l’aiuto di enti come la Regione. Su questo tema ho intravisto buone prospettive e disponibilità» ha spiegato il presidente veneto del Sib, Lorenzo Braida «Chiaramente l’esempio può essere esportato anche in altri contesti, cioè su altre spiagge».

Come funziona l’AI

Come funzionerebbe? Basterebbe puntare una telecamera su ogni postazione delle varie concessionarie e, attraverso l’intelligenza artificiale, individuare in mare o sulla sabbia movimenti anomali, che possono fare sospettare il malore in acqua o la sindrome di annegamento del bagnante. «A quel punto dalla security room, dopo il segnale di allarme, verrebbero date le disposizioni necessarie al bagnino del comparto interessato dal soccorso» continua Braida «per dargli la possibilità di intervenire rapidamente e con efficacia».

Nella zona di Bibione c’è una specie di security room sperimentale. Ci sono cioè telecamere puntate sulla spiaggia, da parte di alcuni stabilimenti della zona Ovest.

E nelle ore notturne c’è un addetto alla vigilanza che, attraverso le telecamere stesse nota eventuali situazioni anomale. Ma un conto è la sorveglianza, un conto è il servizio di salvataggio vero e proprio.

Se la tecnologia però aiuta a salvare vite è giusto provarci. «Ma non possiamo certo fare tutto da soli. Occorre l’aiuto delle istituzioni perché un sistema simile costa».

Braida non si addentra in cifre, ma è possibile raggiungano i cinque zeri. Si sono poi affrontati i problemi attuali, come la carenza di personale.

Mancano bagnini

Mancano ancora bagnini, camerieri e receptionist. E qui il Sib ha calato il suo asso nella manica: ha proposto che le materie turistiche vengano inserite nei programmi degli Its del Veneto, con lo scopo di favorire un percorso formativo specialistico che dia la possibilità allo studente di trovare lavoro sulle spiagge; e di conseguenza ai vari enti, commercianti, ristoranti e alberghi di trovare le figure lavorative chiave. Quelle che mancano, nel pre e post stagione.

Pavanetto ha ascoltato ed è sembrato possibilista anche qui. Ora non resta altro da fare che aspettare, nel concreto, le risposte. —

 

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