Autonomia differenziata, sì del Consiglio regionale alle quattro intese
Maggioranza compatta, il Partito Democratico non ha partecipato al voto. Anche Szumski a favore

Era iniziata con l’appello di Stefani alla condivisione: «Tutti dovrebbero fare squadra per il bene dei veneti». È finita con un’Aula divisa, con il Pd che non ha partecipato alla votazione e che ha fotografato i banchi vuoti di Fratelli d’Italia durante la relazione del governatore. «Maggioranza spaccata, ieri sul fine vita, oggi sull’Autonomia».
In verità la maggioranza è stata compatta: FdI ha votato a favore delle quattro Intese sulle quattro materie che il Veneto rivendica da Roma (Sanità per la parte finanziaria, protezione civile, previdenza complementare, professioni). «Siamo leali - hanno replicato Borgia e Soranzo - e la riprova è che dopo decenni di tentativi andati a vuoto, l’Autonomia avanza solo grazie al governo di Giorgia Meloni».
Autonomia differenziata al terzultimo round. Con il voto del Consiglio regionale (33 favorevoli, maggioranza compatta più Resistere veneto, Morosin e Futuro Nazionale; 3 contrari, Avs e M5s; 2 astenuti, Civiche venete; 9 non partecipanti al voto, il Pd) restano in teoria “solo” due passaggi da fare per l’acquisizione delle nuove funzioni: entro 45 giorni l’adozione del disegno di legge da parte del Consiglio dei ministri, poi la discussione e il voto in Parlamento (che, lo ricordiamo, potrà solo approvare o bocciare in toto, senza emendare).
Sempre sulla carta (ma dipenderà dalla reale volontà politica di palazzo Chigi) i tempi ci sarebbero per portare a casa il risultato entro la fine della legislatura, orizzonte politico decisivo perché poi non è affatto detto che ci sarà ancora un governo di centrodestra.
«Oggi è un giorno da ricordare», ha commentato a caldo il presidente Stefani, «Il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso. I veneti stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta».
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