Aumentano gli interventi in montagna: nel 2025 in Veneto soccorse più di 1.200 persone

Il bilancio del corpo nazionale soccorso alpino e speleologico:  «Troppa gente poco formata e informata, che affronta i monti senza preparazione fisica, né tecnica e senza attrezzatura adeguata»

Il 2025 si è chiuso con una considerevole mole di interventi portati a termine con successo, a testimonianza dell’efficienza del Cnsas, il soccorso alpino, struttura che ormai gode di un consolidato riconoscimento da parte degli utenti e da parte delle istituzioni; in particolare della Regione del Veneto che, fatto proprio l’impianto legislativo nazionale che riconosce a pieno titolo l’attività del soccorso alpino quale attività di pubblica utilità, ha emanato una propria legislazione a ulteriore riconoscimento e sostegno della nostra attività.

L'attività operativa svolta nel 2025 dagli organici del Cnsas Veneto in stretta sinergia operativa con le Centrali operative del Suem 118 della Regione del Veneto (Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza) ha superato nuovamente la soglia dei 1000 interventi, infatti 1354 sono le persone soccorse nel corso di 1199 interventi, che confermano il trend in crescita degli ultimi anni. Gli interventi fatti sono prevalentemente di natura sanitaria (1337), ma in 17 casi il soccorso è stato chiamato ad intervenire in supporto alla Protezione civile.

Come per i quattro anni precedenti, il numero delle persone soccorse, supera le 1200 unità, a confermare il trend in aumento verso la frequentazione massiva delle terre alte. Purtroppo questa frequentazione poco formata e informata di persone, che affrontano la montagna senza preparazione fisica, tantomeno tecnica o con attrezzatura non adeguata, ha contribuito all'aumento degli incidenti ma anche, alle richieste di aiuto per situazioni di pericolo venutesi a creare.

Oltre agli interventi di soccorso su infortunati, il cui luogo dell'incidente è segnalato e individuato, nel 2025 si sono registrate 71 ricerche con 79 persone soccorse, ovvero quegli interventi che riguardano persone la cui scomparsa viene denunciata dai familiari tipicamente verso sera quando la persona risulta non rientrata a casa.

L'elicottero è ormai parte integrante e fondamentale del moderno soccorso alpino; la percentuale di intervento del mezzo aereo ormai si è attestata attorno al 40/45% circa e varia sia dall’orario giornaliero in cui avviene la chiamata sia, ovviamente, in base alle condizioni atmosferiche del momento.

«Occorre tener presente», si legge nel bilancio, «che l’impiego dell’elicottero non può comunque prescindere dalla presenza delle squadre a terra, sia per risolvere tutti gli interventi dove il mezzo non può intervenire, mediamente circa il 55/60 % degli interventi, sia perché le squadre a terra vengono movimentate anche in caso di intervento aereo per il quale rappresentano l’insostituibile riferimento a terra per ogni problema legato all’individuazione del luogo, degli ostacoli alla navigazione aerea, al recupero dei compagni di escursione e altro».

«La formazione poi, rappresenta la parte più qualificante della nostra attività poiché è l’aspetto determinante per la sicurezza dei soccorritori stessi e delle persone soccorse, sulla quale si gioca la nostra credibilità rispetto alle istituzioni che andiamo a surrogare negli interventi sanitari e non, in ambiente ostile e impervio ed anche antropizzato. I dati sono anche nel 2025 estremamente significativi, sono stati eseguiti complessivamente n. 1.614 eventi formativi, con una presenza di complessivi 15.811 volontari ed una presenza media di 9,8 volontari per evento eseguito».

Nel dettaglio: «Il 41.37% circa degli interventi riguarda persone illese, mentre un ulteriore 45,22% riguarda i codici sanitari meno gravi (1 e 2) percentuali che indicano, soprattutto per la prima, la percezione della presenza del Soccorso alpino sul territorio quale struttura attivabile anche per evitare di mettersi in situazioni di peggior pericolo, inoltre vi sono i casi più gravi, identificati con codice rosso (3) che si attestano al 2,7 %».

«Occorre sottolineare come il 96% delle persone soccorse non sia iscritto al Cai e non disponga di una propria assicurazione, a sottolineare che, nonostante gli oneri addebitati dalle varie regioni, sia molto diffusa da questa parte del versante alpino questo atteggiamento superficiale di non tutela e come occorra intensificare le iniziative di sensibilizzazione e informazione sull’argomento, a tale proposito ne è un esempio il lieve aumento degli utenti che erano provvisti di assicurazione alternative tipo Dolomiti Emergency, che si attestano attorno al 0.5 % circa, dato in calo rispetto il 2024, come anche gli assicurati con il Cai, che si attestato al 3.5%, dato in linea rispetto al 2024».

«Rispetto alle attività coinvolte l'escursionismo si conferma come l’attività più coinvolta nei soccorsi con un 52.1%, ovviamente il dato è influenzato dal fatto che l'escursionismo è anche l'attività più diffusa ma dove si annidano anche i comportamenti più a rischio; infatti buona parte degli interventi è richiesto per motivi dovuti all'incapacità, alla perdita di orientamento, ai ritardi o allo sfinimento; che testimonia, che la prevenzione e la diffusione di buone pratiche di approccio alla montagna, rappresentano una importantissima e fondamentale opportunità per far diminuire considerevolmente la propensione anche inconsapevole ad esporsi a dei rischi a volte fatali».

L’identikit della persona soccorsa nel 2025 sulle montagne del Veneto è questo: uomo 67%, italiano 74%, da 20 a 30 anni 18%, escursionista 52%, per caduta, inciampo, scivolata 22%. 

Le cause principali all’origine degli interventi sono: caduta, inciampo, scivolata sul posto 22%, condizione fisica o psicofisica 18%, caduta dall’alto/ruzzolamento 11%, perdita orientamento 11%.

Principali tipologie attività coinvolte: escursionismo 52%, sci  12%, attività progressione in montagna con e senza corde 9 %, sport dell’aria 4%, bicicletta 4%

Età: 20-30 anni 18%, 50-60 15%, 30-40 13%, 60-70 12%

«Particolare evidenza merita l’impegno, anche in termini di tempo, che ogni soccorritore dedica alla struttura; nel 2025 le varie attività del soccorso hanno impiegato c.a. 115.093 ore/uomo, delle quali c.a il 25 % destinato alle operazioni di soccorso ed il restante 75 % oltre che alla gestione delle stazioni, soprattutto alla formazione personale e di squadra, mettendo così in luce un particolare di estrema importanza per l’efficacia e il successo dei nostri interventi ovvero che, per ogni “momento” dedicato al singolo intervento, ne vengono impegnati altri tre in termini di addestramento, preparazione/formazione».

«La prevenzione quindi assume un rilievo fondamentale e in questo senso il Sasv nel 2025 si è speso per allargare una cultura della montagna promuovendo svariati eventi tra dimostrazioni ed eventi fieristici come pure lezioni e dimostrazioni nelle scuole, emettendo n. 567 comunicati stampa (con un archivio disponibile degli ultimi 20 anni) e aggiornando costantemente il sito internet istituzionale, inoltre si sono implementate le pagine Facebook relative al “Soccorso Alpino e Speleologico Veneto” e “Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi” per un totale di oltre 95.000 Utenti che costantemente interagiscono con i nostri post (183 nel 2025), relativi ad attività operativa, informazioni sulla frequentazione della montagna in sicurezza, avvisi meteo e nivologici».

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