Controlli ed esami da specialisti fissati dal medico di base: al via il primo test
Gerosa: «I medici che hanno aderito fino a questo momento, tra il Bellunese e il Delta del Po, sono una decina», ma l’obiettivo è estendere il progetto all’intera regione e all’intera platea medica

Niente più lunghe attese al cup, né il Purgatorio del galleggiamento. Presto i pazienti che andranno dal proprio medico di base potranno uscire dall’ambulatorio con già in tasca la prenotazione dallo specialista, per visite o esami.
La sperimentazione
La promessa l’aveva firmata qualche mese fa l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, fissando l’orizzonte della sua attuazione a luglio 2026. «E infatti il primo luglio abbiamo avviato la sperimentazione», si compiace adesso, lasciando a Giancarlo Ruscitti – numero uno del settore a livello veneto – il compito di sciorinare i numeri: «I medici che hanno aderito fino a questo momento, tra il Bellunese e il Delta del Po, sono una decina».
I tempi
Pochi, per adesso, per un progetto che è frutto di un accordo con Azienda Zero e che è limitato a una fase sperimentale. Ma che presto dovrebbe essere esteso all’intera regione e all’intera platea medica. O almeno è questo l’obiettivo.
«Puntiamo a trovare un accordo in autunno, per rendere il sistema strutturale dal primo gennaio, coinvolgendo le medicine di gruppo integrate e quelle semplici», dice Ruscitti, sicuramente consapevole della complessità della trattativa.
I pazienti cronici
Ma intanto il progetto si muove lungo un secondo binario, pure questo certamente importante: quello delle patologie croniche.
«Puntiamo a creare un sistema che consenta ai pazienti di essere incanalati direttamente in un percorso di visite», dice Ruscitti, pensando specialmente ai malati oncologici, «cosicché non vi sia la necessità di prenotare sistematicamente ogni nuova visita di controllo, ma sia il sistema a fissare tutto ciò che è necessario, automaticamente e periodicamente».
L’intelligenza artificiale
Componenti di una sanità che, giustamente, sempre più vuole sfruttare automazione e intelligenza artificiale, per semplificare la vita dei pazienti alle prese con la giunga delle telefonate. «È presto per dare una valutazione di questa novità», ammette Ruscitti, potendo contare sul lavoro volontario di appena una decina di medici. «Ci sono pazienti che accettano la prenotazione, e altri che invece si riservano di farlo in autonomia. Molti sono anziani, quindi spesso, quando vanno dal medico, non sanno con esattezza se in un determinato giorno potranno effettivamente recarsi dal medico, avendo magari necessità di un passaggio in auto da un parente».
La novità, peraltro, si inserisce all’interno di un periodo di rivoluzione copernicana per la sanità in generale, e quella di base in particolare. Un ulteriore passaggio fondamentale sarà garantito dalle case di comunità. E poi, dal prossimo 31 dicembre, con la chiusura delle medicine di gruppo, integrate e semplici; che però, semplicemente, si limiteranno a cambiare nome, diventando “aft”, e quindi aggregazioni funzionali territoriali.
Il senso è quello di fornire una medicina di base che sia disponibile quasi sempre, dalle otto del mattino alle otto di sera.
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