E’ morto Angelo Pavan, “Angelo dei sindaci” e maestro della pubblica amministrazione trevigiana
Pavan ha segnato decenni di pubblica amministrazione con esperienza, rigore e dedizione. Si è spento a 95 anni, ex sindaco di Paese, senatore Dc e presidente onorario dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana: ecco chi era

Era diventato l’Angelo dei sindaci, lui che aveva vestito la fascia tricolore per 15 anni. L’autore del manuale aggiornatissimo che l’associazione comuni delle marca - di cui è stato certamente l’anima, e non a caso ne era tuttora il presidente onorario – fornisce puntualmente ai primi cittadini agli assessori ed ai consiglieri comunali delle Marca.
Una sorta di Bibbia degli amministratori, edita dalla Provincia, che curava maniacalmente, aggiornandolo ad ogni nuova norma.
Angelo Pavan è spirato oggi, nella sua abitazione di Postioma: aveva 95 anni, ed è stato lucido fino all’ultimo.
La storia
Era uno dei superstiti più illustri della Dc, protagonista della prima Repubblica con tre lustri e quattro mandati in Senato, dov’era entrato nel 1979 (ne sarebbe uscito nel fatidico 1994 che avrebbe poi visto l’ascesa di Berlusconi, le macerie del potere della Balena Bianca e del pentapartito, infine Tangentopoli) e tre mandati da sottosegretario: agli Interni (Craxi II e Fanfani VI), alla Difesa (Goria) e al Tesoro (De Mita, Andreotti VI e VII). E di quegli anni, dal terrorismo alle stragi, dagli scandali al boom, è stato testimone in prima fila .
Pavan si era diplomato da privatista al Duca degli Abruzzi, ma non aveva insegnato: era entrato in Provincia, al settore Economato. E nella Dc sarebbe diventato subito, sin da giovane, un esponente di punta dei fanfaniani, l’anima che faceva riferimento al ledaer Marino Corder, ai vari Mazzarolli e Fabbri, fortemente radicati sui territori con i sindaci.
La prima elezione a sindaco di Paese risale al 1975, il primo di tre mandati. I veterani raccontano che nelle direzioni provinciali gli piaceva il ruolo del veterano, che dispensava consigli Nel 1979 l’ingresso ai Parlamento.
La fine della Dc non lo vede seguire Berlusconi, ma scegliere di continuare l’esperienza di cattolico di centro con il Partito Popolare di Mino Martinazzoli & Co. con cui forse rivedeva una prospettiva nel solco più rigorosamente degasperiano del partito.
Non sarebbe stato così, in Veneto sarebbe esplosa la Lega, a livello nazionale i due schieramenti avversari, a scapito di ogni spazio di centro divenuto gregario. Fu anche vicepresidente di Fondazione Cassamarca, alla nascita di Ca’ Spineda: con De Poli c’era stima, ma non affinità di visione e di stile. E sarebbe presto uscito.
Punto di riferimento
Incessante invece, per quasi mezzo secolo, l’impegno nell’Associazione Comuni, che non aveva fondato, ma che sentiva sua creatura, interpretando lo spirito più autentico del servizio alla comunità. Oltre la rivoluzione del sistema elettorale, con l’elezione diretta. «Restano le doti che un sindaco deve avere: misura, correttezza, e saper ascoltare la gente, tutti. Poi decidi: certo, poi sbagliare, ma sai i aver fatto tutto quello che potevi».
E resta, ora come un testamento amministrativo e di missione “Funzioni competenze e prerogative degli organi degli enti locali”, il volume di 345 pagine stampato dalla Provincia in cui ha fornito una stella polare a chi, in epoche senza le grandi scuole dei partiti storici, si affacciava alla vita pubblica. Fossero sindaci, assessori e consiglieri comunali. «Impeccabile, completo, sempre aggiornatissimo», dicono gli addetti ai lavori . E l’Acmt non a caso lo regalava agli amministratori delle altre province in visita.
Gli ultimi anni
«Ogni volta che usciva una legge, smanetto al computer, navigo tutti i siti istituzionali, e raccolgo, stampo, archivio, preparo una newsletter, che l’Acmt invia a Comuni ed amministratori trevigiani», raccontava nell’ultimo intervista, nel 2024. Lo ha fatto fin che ha potuto. «Mancava una guida per chi entrava nell’amministrazione pubblica, che spiegasse competenze, poteri, regole. Un mio pallino, nella tradizione della grande scuola e amministrativa trevigiane, dai comuni alla sanità».
Fu lui a volere il centro Studi Amministrativi, a fianco di Actm. E confidava di aver appreso i grande segreti della macchina amministrativa a palazzo Madama, da segretario della Commissione affari istituzionali. «Lì ho capito le implicazioni, piccole e grandi, per gli enti locali, di ogni nuova norma»
Era instancabile, voleva sempre studiare, capire, interpretare. Teneva in forma il cervello leggendo e camminando. Lascia tre figli e sei nipoti, dopo aver perso nel 2022 la moglie Assunta.
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