Evade in Fisco per oltre 700 mila euro su OnlyFans e altri social: scoperta influencer dalla Guardia di Finanza

L'indagine della Compagnia di Muggia su una nota creator digitale con oltre 100 mila follower. I guadagni derivanti da abbonamenti e mance venivano fatti transitare su conti correnti esteri

Guadagnava 'in nero' su Onlyfans e girava i soldi su conti esteri: denunciato influencer triestino
Guadagnava 'in nero' su Onlyfans e girava i soldi su conti esteri: denunciato influencer triestino

Nuova stretta delle Fiamme Gialle sul fronte della digital creator economy. I finanzieri della Compagnia di Muggia hanno concluso un'importante attività ispettiva nei confronti di una nota digital content creator residente a Trieste, scoprendo un'ingente evasione fiscale legata alla monetizzazione di contenuti online. La professionista della rete, a fronte di una popolarità globale che le garantiva enormi ritorni economici, operava infatti nel più totale anonimato nei confronti del fisco italiano. La donna, inoltre, portava avanti la sua attività da tre anni e risultava al Fisco senza un lavoro stabile.

L'indagine ha preso il via da una serie di controlli incrociati e approfondimenti mirati eseguiti dai militari, che hanno subito evidenziato una netta e macroscopica sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati dal giovane e l'elevatissima notorietà da lui acquisita sui canali social.

L'influencer contava infatti una platea di oltre 100.000 follower su Instagram, centinaia di post distribuiti sui portali OnlyFans e Fansly e decine di milioni di visualizzazioni complessive accumulate su svariate piattaforme video dedicate a un pubblico adulto.

Abbonamenti, mance in chat e l'uso di conti esteri

Attraverso gli strumenti di monetizzazione offerti in particolare dal sito OnlyFans, la content creator riusciva a generare ricchezza su più fronti: dagli abbonamenti mensili fissi sottoscritti dai suoi fan alla vendita di materiale multimediale personalizzato su richiesta, fino alle cospicue "mance digitali" incassate direttamente nel corso di interazioni e chat private con gli utenti.

I riscontri analitici condotti dalla Guardia di Finanza hanno permesso di quantificare gli emolumenti complessivi percepiti dall'uomo e completamente occultati all'Amministrazione Finanziaria in un arco temporale pluriennale. La cifra totale dei ricavi sottratti a tassazione ammonta a 700.000 euro. Gli accertamenti tecnici sono stati resi particolarmente complessi dal fatto che una fetta significativa di questi profitti era stata fatta transitare, tramite apposite procedure telematiche d'oltreconfine, su rapporti finanziari e conti correnti aperti all'estero nel tentativo di ostacolarne la tracciabilità.

Omessa anche la "tassa etica" sul materiale per adulti

Oltre all'evasione delle imposte ordinarie sui redditi, i finanzieri hanno contestato alla creator triestino il mancato versamento della cosiddetta "tassa etica", quantificata nello specifico in ulteriori 60.000 euro. Si tratta di un'addizionale suppletiva del 25% che il legislatore prevede espressamente per tutti gli introiti derivanti dal settore dell'intrattenimento per adulti, una misura applicabile per legge anche quando tali prestazioni e vendite vengono perfezionate da remoto attraverso la rete internet.

Questo specifico filone d'intervento si inserisce tra gli obiettivi strategici e prioritari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trieste, impegnato nel contrasto all'economia sommersa e alle nuove forme di evasione fiscale nate sul web, mercati in fortissima espansione capaci di muovere enormi volumi d'affari soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione.

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