I ministri di Netanyahu a Trieste, un forum internazionale a Palazzo della Regione: «Restituiamo complessità»
L'incontro "Italia e Israele" in piazza Unità con il titolare degli Esteri Sa’ar e l'ambasciatore Peled. Saluti di Fedriga e Dipiazza. L'associazione E361: «Nessun intento politico, ma un tavolo di libero confronto».

“L’Italia e Israele: l’una nello sguardo dell’altra”, un incontro per conoscersi davvero e ascoltarsi in un momento in cui le distanze aumentano sempre più. Non per «far cambiare idea o per parlare di politica» ma per «creare un tavolo di libero confronto e per restituire complessità», afferma la presidente dell’associazione E361, Michela Ebreo, organizzatrice dell’evento che si terrà giovedì 9 luglio al palazzo della Regione in piazza Unità a Trieste.
Sarà una giornata caratterizzata da un parterre che comprende ministri del governo Netanyahu - in videocollegamento - come il titolare degli Esteri Gideon Sa’ar e quello degli Affari della diaspora, Amichai Chikli, il consigliere di Netanyahu Ariel Bulshtein e Jonathan Peled, ambasciatore d’Israele in Italia.
A portare i saluti istituzionali del territorio, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, che ha concesso il Salone di rappresentanza del Palazzo della presidenza della giunta per la giornata di confronto.
Il luogo
Inizialmente «c’era l’idea di fare l’evento a Roma», spiega Ebreo, ma poi si è pensato che Trieste fosse «il luogo dell’incontro per eccellenza, in quanto terra di confine e che raccoglie al suo interno tante identità». Come sottolinea Alexander Meloni, rabbino di Trieste, coinvolto a sua volta nell’associazione E361, la città, anche per «la sua storia travagliata, è capace di andare controcorrente». E poi, aggiunge, «il governo della Regione è il più equilibrato su questa questione e ha il coraggio di confrontarsi su questo problema».
Certamente il governatore Fedriga si è più volte esposto: dalla scelta di ospitare a Udine la partita Italia - Israele alla dura critica all’assegnazione del Premio Luchetta a Francesca Albanese, la relatrice speciale Onu per i territori palestinesi occupati, definita «un atto contrario alla libertà e alla verità». La kermesse di giornalismo quest’anno non ha vinto fondi regionali, questione al centro di una vertenza legale che sarà esaminata dal Consiglio di Stato. Il governatore ha incontrato l’ambasciatore di Israele in Italia a ottobre scorso per ribadire «la vicinanza della Regione Friuli Venezia Giulia allo stato di Israele».
L’occasione
A mettere in moto l’evento sono stati incontri e connessioni nate per studio. Ebreo, che si occupa di neuroriabilitazione, è logopedista e antropologa di formazione, ed è in contatto per i suoi interessi culturali con Dror Eydar, ex ambasciatore d’Israele in Italia e «studioso di psicostoria», spiega. L’associazione E361 che presiede, infatti, si occupa di cultura e identità. Eydar scrive tra l’altro per Israel Hayom, uno dei più diffusi quotidiani nel paese, di orientamento conservatore. Per lo stesso quotidiano scrive anche il consigliere di Netanyahu Bulshtein, a sua volta in contatto con Ebreo per i suoi studi sulla diaspora ebraica. Insomma, quando un giornalista della testata si è messo in contatto con Ebreo «per un’intervista sul formalismo della cultura cattolica», lei si è trovata a riflettere sul profondo gap di conoscenza tra i due paesi e le due culture.
E così ha condiviso con Bulshtein l’idea di creare un forum di reciproca conoscenza che non fosse chiuso ai soli studiosi. «L’idea è piaciuta» e così si è trovata a contattare membri del governo, ma anche, sottolinea, pacifisti come Edna Calò Livne - candidata al Nobel per la Pace nel 2005 - e suo marito che «vivono in un kibbutz al confine con il Libano».
Per il rabbino Meloni, l’obiettivo è quello di creare un «confronto sereno tra amici, che non sono sempre d’accordo ma si ascoltano in ogni caso».
I temi
I temi che si affronteranno spaziano dallo sguardo reciproco tra i due paesi al ruolo dei media, con la partecipazione di giornalisti israeliani e italiani, tra cui Omer Lachmanovitch, direttore dell’Israel Hayom e la firma del Giornale Fausto Biloslavo, dopo il forfait last minute del direttore Tommaso Cerno. Ci sarà anche Klaus Davi, che snocciolerà dati sulla recrudescenza dell’antisemitismo. Saranno coinvolti, inoltre, storici. L’intensa giornata di scambi si concluderà in serata, alle 18.30, ma ci sarà pure un gran finale in piazza Verdi alle 21 con un concerto del The new original klezmer ensemble. Preoccupazioni per l’ordine pubblico? Da parte di Ebreo nessuna.
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