Maria, titolare di un’autoscuola a 100 anni: «Cosa faccio ancora qui? Ma dove volete che sia»
Maria Cancian di Conegliano festeggerà 100 anni il 17 settembre. Quando il marito Guido è stato male, lei ha preso le redini dell’attività. Una signora ancora in forma che ha guidato fino ai 94 anni
Ci sono storie che si intrecciano con la trama stessa della comunità, diventando memoria viva di un intero territorio. Quella di Maria Cancian, conosciuta da tutti come “la signora Caporin”, è una di queste. Un racconto straordinario che raggiunge oggi la pietra miliare del secolo di vita, mantenendo intatta una passione quotidiana.
Alle 17 di giovedì 17 settembre la città si stringerà attorno a lei per un momento di festa aperto in piazza Calvi, proprio davanti alla sua storica Autoscuola Caporin, alla presenza del sindaco di Conegliano Fabio Chies.
Instancabile
Varcare ogni giorno la soglia dell’azienda di famiglia, salutare i collaboratori e accomodarsi alla propria scrivania: per Maria non si tratta di una semplice routine, ma dell’essenza di una vita vissuta con dedizione assoluta. Un gesto quotidiano che continua immutato da decenni e che testimonia un legame viscerale con un’attività diventata un’istituzione cittadina.
E ancora oggi ogni pomeriggio arriva in ufficio, si siede alla sua scrivania, apre le buste contenenti le patenti e poi le imbusta nelle bustine trasparenti. Appone i francobolli e prepara qualche stampato. «Quando entrano e mi chiedono cosa faccio ancora qui, non posso che rispondere “dove vuoi che sia”, ho sempre lavorato tanto e sono sempre stata bene e ancora oggi mi piace stare in autoscuola», commenta Maria, «sicuramente la cosa più bella è stare a contatto con la gente».
Attività di famiglia
Accanto a lei, ogni giorno, ci sono le figlie Michela e Annarita e i nipoti Enrico e Alberto (Riccardo invece si occupa di altro). Una signora davvero in forma, Maria, che ha guidato fino a pochi anni fa, all’età di 94 anni. Le radici di questo percorso risalgono al secondo dopoguerra.
Era l’epoca della Balilla, della Topolino e di un’Italia che voleva rimettersi in moto. Il marito, Guido Caporin, intuì per primo il bisogno di mobilità dei lavoratori e fondò la prima autoscuola coneglianese. Le lezioni teoriche si tenevano spesso nei bar della zona, punti di aggregazione più facili da aggiungere per allievi in cerca di emancipazione al volante.
Maria, in quegli anni, si occupava della casa e delle figlie. Poi, alla fine degli anni Sessanta la grave malattia di Guido impose un cambio di rotta improvviso. Senza esitazioni, affiancata dal fratello Marco, Maria prese in mano le redini dell’impresa. Alla scomparsa del marito, nei primi anni Settanta, aveva ormai appreso ogni segreto del mestiere, assicurando continuità e futuro alla ditta.
Oggi Maria è la memoria storica di Conegliano: nella sua mente risplendono volti, aneddoti e nomi di generazioni di automobilisti passati dall’autoscuola Caporin per conseguire la patente. E lei è sempre stata pronta ad accogliere tutti con il sorriso e la cordialità, rimasti intatti nel tempo.
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