
Schianto sulla Pontebbana, la sorellina Desiree non ce l’ha fatta: il dramma di una famiglia distrutta
La bimba di 4 anni si è spenta nel pomeriggio del 28 agosto all’ospedale di Udine. Domenica scorsa a Orgnano di Basiliano l’incidente in cui ha perso la vita anche Noemi, 11 anni: alla guida dell’auto finita contro il platano c’era il padre delle piccole
La piccola Desiree non ce l’ha fatta. Il suo cuoricino ha smesso di battere ieri pomeriggio, cinque giorni dopo la scomparsa della sorella Noemi. Un dramma immenso per papà Addis Schiavo e mamma Jessica Foladore, che si sono ritrovati ad affrontare l’improvvisa perdita delle loro figlie di 4 e 11 anni. Entrambe, domenica, rientravano dal mare insieme al papà, quando l’auto su cui viaggiavano è finita contro un platano sulla statale 13 Pontebbana, nel territorio di Basiliano.
Le bimbe erano andate in arresto cardiocircolatorio a causa del forte trauma: se Noemi era mancata subito dopo essere arrivata in ospedale, per Desiree si era accesa la fiammella della speranza. Pur se in gravissime condizioni, i medici le hanno tentate tutte per farla sopravvivere. Troppo gravi, però, si sono dimostrati i traumi riportati alla testa e al torace a causa dell’incidente.
E così venerdì alle 12. 30 è cominciato l’iter per l’accertamento della morte cerebrale della piccola, certificato in maniera definitiva sei ore dopo, alle 18. 30, quando l’attività encefalica della bambina è stata dichiarata cessata. A quel punto i medici hanno chiesto la disponibilità ai genitori di poter espiantare gli organi della bimba, con questi ultimi che hanno dato il loro consenso.
«Lasciateci elaborare il nostro dolore», ha detto mamma Jessica poco dopo aver saputo che anche la sua figlia più piccola non ce l’aveva fatta. «Ora dobbiamo trovare la forza per andare avanti».
Il dolore
La storia della famiglia Schiavo ha commosso e tenuto in ansia tutto il Friuli. Oltre ad aver riacceso il dibattito sulla pericolosità della strada Pontebbana, ha unito diverse comunità, inizialmente nella speranza che la piccola Desiree potesse farcela, poi nella vicinanza ai familiari. Addis e Jessica abitano in via Susans, a Udine, ma lui è originario di Virco di Bertiolo, lei di Resia. Ecco perché in tanti, negli ultimi giorni, hanno provato a manifestare partecipazione a questa famiglia, chi con un messaggio, chi con un post sui social network, chi con un semplice pensiero.

Non è mancato chi ha parlato o scritto a sproposito, e mamma Jessica è riuscita a trovare la forza per rispondere, chiarendo a chiare lettere come sono andate le cose domenica. «Le bambine erano legate e sedute sui seggiolini. Dormivano. Il papà ha avuto un malore ed è successo».
Anche le istituzioni hanno voluto dimostrarsi vicine alla coppia, con le parole di cordoglio e affetto dei sindaci di Bertiolo e Resia, e della dirigente del Primo comprensivo frequentato dalle due bimbe, che ha già preannunciato un supporto psicologico per le compagne di classe. Ieri ha voluto intervenire anche il primo cittadino di Udine, Alberto Felice De Toni, annunciando la proclamazione del lutto cittadino.
«Di fronte a questa tragedia», ha affermato, «le parole non possono alleviare una sofferenza così profonda. Come padre e come rappresentante dell’intera comunità udinese, desidero stringermi con rispetto e commozione alla madre e al padre delle due bambine. La nostra comunità sarà vicina a due genitori costretti ad affrontare un dolore che non si può spiegare».
Grande la commozione anche dei colleghi di lavoro di papà Addis e di mamma Jessica, dipendente del Gruppo Fs il primo, operatore socio sanitaria al Santa Maria della Misericordia la seconda. A esprimere il cordoglio da parte dell’Azienda sanitaria è stato il direttore generale, Denis Caporale: «Ci siamo messi a disposizione di questa famiglia per fornire tutto il supporto possibile», ha commentato, «l’abbiamo fatto negli ultimi giorni e continueremo a farlo nei successivi. Siamo pronti a fare la nostra parte, dando accesso a tutti i servizi che si renderanno necessari».
L’inchiesta
La tragica scomparsa delle due bambine avrà anche un seguito giudiziario. La Procura di Udine, infatti, attraverso il pm Andrea Del Missier, ha aperto un fascicolo l’ipotesi di reato di omicidio stradale, da ieri diventato plurimo, con l’iscrizione, come atto dovuto, del padre delle due bimbe. Nei prossimi giorni saranno eseguiti una serie di accertamenti medico-legali.
Chiarito che Noemi e Desiree, domenica scorsa, viaggiavano sul sedile posteriore della Ford Focus con le cinture allacciate, restano da accertare i contorni dell’incidente. Ad esempio cosa ha provocato il malore che, con tutta probabilità, ha fatto uscire di strada l’auto senza che papà Addis abbia nemmeno provato a frenare.
«Mi ha detto che il giorno dell’incidente ha avuto un improvviso malore. A un certo punto ha visto tutto bianco, così mi ha riferito, e poi non ricorda più nulla». Questa la spiegazione dell’avvocato Andrea Castiglione, nominato da Schiavo. Lunedì mattina sarà conferito al dottor Carlo Moreschi l’incarico per eseguire l’esame autoptico. Lo stesso giorno sarà anche affidato l’incarico all’ingegner Giuseppe Cardillo per effettuare la perizia dinamica sulla Ford finita contro il platano.
Nel frattempo i carabinieri, oltre all’automobile sulla quale viaggiavano il padre e le due figlie, hanno sequestrato anche il telefonino dell’uomo per escludere l’uso del dispositivo alla guida tramite una perizia informatica.
Mercoledì sarà dato mandato di effettuare anche la perizia sul cellulare. L’uomo, infine, è già stato sottoposto a esami tossicologici. Quella maledetta domenica era stato proprio Addis, dopo essersi schiantato contro il platano, a chiamare la moglie Jessica.
La donna era andata al lavoro, lasciando che papà e figlie trascorressero una giornata al mare. Tutto era andato bene fino al pomeriggio, quando sulla via del rientro, all’altezza di Orgnano di Basiliano, la Focus era uscita di strada. La paura e l’agitazione erano subito diventate angoscia per le sorti delle due bimbe. Poi disperazione per Noemi, speranza e di nuovo disperazione per Desiree.
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