Salone Nautico di Venezia 2026, attese 300 imbarcazioni lungo un chilometro di pontili
Presentata la manifestazione che si terrà dal 27 al 31 maggio negli spazi dell'Arsenale. Fulcro del Salone saranno l’area P1 e la Grande Riviera, in programma presentazioni, congressi, prove in acqua, regate

Un bando internazionale per la manutenzione dei grandi yacht all’Arsenale negli spazi lasciati liberi dal Mose a cominciare dai Bacini di carenaggio. Lo ha annunciato ieri il sindaco Luigi Brugnaro alla presentazione della settima edizione del Salone Nautico a Ca’ Farsetti. «Lo faremo prima della scadenza di questa amministrazione, entro maggio», ha detto.
Il Salone compie sette anni ed è diventato oggi il più importante del Mediterraneo orientale. Trecento barche dei più noti cantieri italiani ed europei, 270 espositori. 240 yacht e barche a vela in acqua, nella Darsena Grande dell’antico Arsenale, insieme ai cantieri locali e alle barche tradizionali nelle Teze dell’Arsenale Nord.
L’edizione 2026 del Salone si terrà da 27 al 31 maggio. In quei giorni si saprà già chi sarà il nuovo sindaco che guiderà l’amministrazione comunale. «La tradizione legata al mare crea lavoro», dice Brugnaro, «era un scommessa, e all’inizio nessuno ci credeva. Poi è diventata una cosa grande, l’unica di questo genere che attira investitori stranieri e pubblico. L’atelier della nautica». Sarà la prima edizione della rassegna senza Brugnaro sindaco. «Ci verrò con la mia barca, da visitatore», dice, «finalmente potrò occuparmi delle mie aziende e vedere cosa hanno combinato in questi anni».
Finale dedicato alle “cose fatte”. Il bilancio “rimesso in ordine” e l’Arsenale riaperto in collaborazione con la Marina militare. Le due prossime edizioni già finanziate, l’idrogeno con le nuove barche e 90 autobus: «Il popolo del mare apprezza: se si crea ricchezza la ricchezza si divide, la decrescita felice non esiste».
Alberto Galassi, ceo di Ferretti group, tra le più importanti aziende del mondo produttrici di barche di lusso, applaude: «Avete creato un patrimonio nazionale, beneditelo e tenetelo ben stretto».
Ferretti fattura un miliardo e 300 milioni di euro l’anno, nel 2025 annata record. E guarda a Venezia come a una vetrina di prestigio: «Il più importante salone dopo che Dubai è stato annullato», dice, «questo conflitto non ce lo possiamo permettere».
L’edizione 2025 aveva registrato 30 mila visitatori, e quest’anno si punta a superare il record. Esposte come sempre barche elettriche di ultima generazione, nel Wood village le creazioni dell’artigianato tradizionale. E poi i gioielli del mare. Come il diesel elettrico Numarine 30XP, il 25 metri AB80 e il superyacht sportivo AB85; Poi i Pershing di Ferretti group, il Gran Turismo di Benetau, l’inglese Pearl 83, l’ST550 di Invictus yacht.
Per la prima volta a Venezia anche lo yacht Say Carbon 32, il Greenline 42 del cantiere Icon yachts, il Calita di Biondi. Barche a vela del futuro come il catamarano Elba 45 di Pajot, lungo 13 metri e 45, il Catamarano 11,70 dei turchi di Seawinds. L’ammiraglia sarà Janneau 65, con modelli di Grand Soleil, Benetau, Bavaria e Solaris. In totale saranno 55 mila i metri quadrati in acqua dedicati all’esposizione delle superbarche con 1000 metri lineari di banchine, 30 mila a terra comprese le aree della Marina militare. «Il Salone rappresenta un esempio concreto di valorizzazione degli spazi del Comune», dice il direttore di Vela spa Fabrizio D’Oria, «l’Arsenale è un luogo straordinario che grazie a un lavoro organizzativo complesso e a investimenti mirati, viene restituito alla città e alla comunità internazionale come polo produttivo, culturale ed economico. Venezia può essere un modello per l’organizzazione di grandi eventi sostenibili». —
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