Un colpo alla tempia e il corpo abbandonato nei campi: il giallo del giovane ucciso nel Veneziano

Il cadavere di un moldavo di 25 anni  è stato trovato nel primo pomeriggio del 31 dicembre in aperta campagna nel comune di Mira, nel Veneziano: è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla tempia. La Procura indaga per omicidio: tra le ipotesi anche un regolamento di conti

Gli investigatori sul luogo in cui è stato rinvenuto il corpo del giovane, in un campo del Comune di Mira
Gli investigatori sul luogo in cui è stato rinvenuto il corpo del giovane, in un campo del Comune di Mira

Non una morte accidentale, ma un omicidio. È questa la pista su cui ora procede la Procura dopo il ritrovamento del cadavere di un giovane uomo, ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla tempia, scoperto nel primo pomeriggio di ieri, 31 dicembre, in aperta campagna a Mira.

Grazie ai documenti assieme ad altri oggetti appartenenti alla vittima si è risaliti all’identità: si tratta di Tarna Sergiu, 25 anni, residente a Chirignago.

Il corpo è stato rinvenuto in una vasta area agricola incolta, lontana da abitazioni, a pochi chilometri dalla zona industriale di Porto Marghera e dal terminal di Fusina, non distante dalla gronda lagunare veneziana. Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia scientifica per i rilievi, ma nei dintorni non è stata trovata alcuna arma da fuoco.

Cadavere trovato con un colpo di pistola alla testa nelle campagne di Mira. La video ricostruzione

Tra le ipotesi investigative prende corpo anche quella di un regolamento di conti.

 I militari hanno ritrovato negli abiti della vittima oggetti che hanno portato alla sua identificazione, ma attendono dei riscontri per esserne certi.

Gli accertamenti sono proseguiti anche con il calare della luce, alla presenza del magistrato di turno, il sostituto procuratore Christian Del Turco, che coordina l’inchiesta. L’area è stata isolata per consentire tutte le verifiche tecniche.

Cadavere ritrovato a Mira, Scientifica al lavoro. Il video

L’autopsia verrà eseguita venerdì 2 gennaio e sarà determinante per chiarire l’orario del decesso e fornire ulteriori elementi utili a ricostruire le ultime ore di vita del giovane e le circostanze del delitto.

Il racconto di chi abita in zona

Un appezzamento di terra avvolto nella nebbia, tra canalette, fossi e il Naviglio del Brenta, una campagna che si perde nella laguna. «In questi giorni» racconta una famiglia di Malcontenta «non si vede a un palmo di naso tanta la nebbia che c'è. E di certo tra gli aerei che passano proprio sopra le nostre teste e o botti di fine anno iniziati in anticipo, anche se qualcuno avesse sparato un colpo, non si sarebbe sentito o si sarebbe confuso con un petardo».

Il luogo del ritrovamento
Il luogo del ritrovamento

Questo il racconto di chi abita in zona alla domanda se nessuno sia sia accorto di nulla. Eppure poche centinaia di metri oltre il luogo dove è stato abbandonato il cadavere, ci sono le casse di colmata e le velme che poi portano in gronda lagunare. Perché non fare ancora qualche passo in più? Perché lasciare il cadavere in mezzo ai campi fangosi dove entro breve qualcuno lo avrebbe scorto non appena la nebbia si fosse diradata? Queste sono alcune delle domande che si fa chi abita ai margini del confine con Venezia.

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