Istituzioni mobilitate per Electrolux, la voce dei territori al Mimit: le tappe per salvare i posti di lavoro in Fvg e Veneto
Incontro a Venezia con Bini e Rosolen. Doppia assemblea a Porcia

Collaborazione, nel rispetto dei ruoli ma al di là delle appartenenze politiche. È con questo spirito che il territorio si prepara a una settimana che, già in queste ore, si prospetta intensa. L’obiettivo è arrivare coesi all’incontro che si terrà lunedì prossimo al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un tavolo cruciale per garantire, nelle intenzioni del ministro Adolfo Urso, la presenza del colosso del bianco in Italia «senza chiusura di stabilimenti né licenziamenti collettivi».

Le Regioni Fvg e Veneto
Inizia oggi, lunedì 18 maggio, una serie di incontri a vari livelli. La Regione Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno dimostrato sin da subito di voler agire all’unisono per salvaguardare le prospettive occupazionali degli stabilimenti di Porcia e Susegana. Alle 16 a Venezia, nella sede della giunta regionale veneta e in contemporanea in videoconferenza, gli assessori regionali Fvg alle attività produttive Sergio Emidio Bini e al lavoro Alessia Rosolen incontreranno i rappresentanti della giunta regionale veneta e le delegazioni sindacali dei territori. Anche Confindustria Alto Adriatico monitora la situazione: martedì 19 maggio il presidente Michelangelo Agrusti ha convocato un vertice con i suoi omologhi dei territori dove sorgono impianti Electrolux per discutere della situazione.
I deputati
Oltre agli incontri istituzionali, anche i deputati del territorio si stanno attivando. Emanuele Loperfido, incaricato dal gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia di seguire la vicenda, incontrerà Confindustria e le sigle sindacali. Anche Debora Serracchiani, deputata dem, sta lavorando sul tema, cui ha fatto cenno proprio domenica 17 maggio nel suo saluto all’assemblea di Aster Coop a Pradamano. Serracchiani, facendo notare che uno degli appalti più importanti di Aster Coop è con Electrolux, ha ricordato «il lavoro fatto per risolvere la crisi del 2014» e assicurato che «ci impegneremo per fare altrettanto anche con questa. Electrolux ha ricevuto finanziamenti e aiuti e ora deve anche lasciare ricchezza sul territorio».
Doppia assemblea

Agenda fitta, quella dei sindaci pordenonesi, con due appuntamenti in due giorni. Il primo è con i lavoratori, per voce delle segreterie territoriali e le rsu di Fim, Fiom e Uilm. «Electrolux, già Zanussi, non rappresenta soltanto una realtà produttiva, ma un presidio storico, economico e sociale che appartiene all’identità stessa del nostro territorio» scrivono. Le ricadute di uno spostamento del portafoglio prodotti e dello spostamento di funzioni strategiche oggi a Porcia, sede centrale del gruppo in Italia, «colpirebbero non solo i lavoratori diretti, ma anche l’indotto, i servizi collegati e l’intero tessuto economico e sociale della provincia di Pordenone».
Un «progressivo disimpegno industriale», dicono senza mezzi termini, che compromette in modo «irreversibile il futuro dello stabilimento». Sindaci invitati, dunque, di fronte alla fabbrica (portineria nord, via Brentella) mercoledì alle 9. «Solo da una mobilitazione comune può nascere la forza necessaria per difendere il lavoro, il territorio e salvaguardare lo stabilimento di Porcia e il Centro elaborazione dati» di via Modotti. Non occorre tornare al 2014 per testimoniare la preoccupazione dei sindaci della Destra Tagliamento per il futuro del plant che, per necessità legate ai volumi di mercato, oggi, venerdì e lunedì prossimo vede una giornata di fermo produttivo che verrà reiterata venerdì. Già nel 2024 il sindaco di Porcia Marco Sartini era in prima linea con un documento unitario. A quell’iniziativa, che già delineava quanto poi si è paventato in questi giorni, si riallaccia l’assemblea convocata in municipio a Porcia giovedì alle 18.30, nella sala consiliare intitolata proprio a Lino Zanussi. Verranno ascoltate le parti sindacali e i sindaci per «condividere valutazioni, proposte e possibili iniziative comuni», dice Sartini, con l’obiettivo di predisporre un nuovo documento che porti la voce del territorio al Mimit.
L’Europa
Che la questione abbia una prospettiva che va ben oltre quella locale è chiaro ormai a tutti. E va ben oltre Roma, come molti hanno sottolineato in questi giorni. Compreso chi, come l’ex dg Italia Luigi Campello, conosce da vicino il comparto. Lo ha ribadito anche il ministro Urso: «Electrolux rimarrà in Italia, noi chiederemo di agire con responsabilità, consapevoli di quanto difficile sia diventato il mercato europeo per la concorrenza selvaggia dei produttori cinesi che producono senza regole ambientali che noi abbiamo imposto alle nostre imprese». «Per questo abbiamo chiesto da tempo», ha aggiunto a margine di un evento, «alla Commissione europea che siano tutelati anche i prodotti a valle e non soltanto quelli dell’acciaio e dell’alluminio dalla concorrenza sleale. Dobbiamo lavorare con l’azienda affinché ci sia un piano che non preveda la chiusura di stabilimenti, né licenziamenti collettivi, condiviso con i sindacati».
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