Insulti al sindaco trevigiano, Le Zanzare prosciolte per prescrizione

Il primo cittadino di San Fior Gastone Martorel stava valutando la causa civile contro la trasmissione, ma il processo è terminato dopo nove anni con un proscioglimento generale 

Marco Filippi
Giuseppe Cruciani
Giuseppe Cruciani

È terminato con un proscioglimento generale il processo che vedeva il sindaco di San Fior Gastone Martorel contrapposto, come parte civile, ai conduttori e agli autori del programma di Radio 24 La Zanzara. Un processo travagliato, iniziato a Treviso e poi trasferito per competenza territoriale a Milano. Una perdita di tempo che ha inciso sull’esito del procedimento, a nove anni dal fatto.

Ma il giudice del tribunale di Milano, Guglielmo Gussoni, in sentenza ha differenziato i proscioglimenti per i ruoli dei vari imputati nella trasmissione del 21 luglio del 2017 che innescò la querela per diffamazione di Martorel. Mentre per il co-conduttore della trasmissione radiofonica David Parenzo ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto, per l’altro conduttore Giuseppe Cruciani, il regista Pietro la Corte e la prostituta che diede il là alla trasmissione il giudice li ha prosciolti per intervenuta prescrizione, annotando però, nelle motivazioni, che “non emergono dagli atti l’evidenza dell’innocenza degli imputati”.

Cosa era successo

Il fatto si ricollega all’ordinanza anti-lucciole e alla polemica tra una prostituta pordenonese e Martorel. È marzo del 2017: all’epoca la prostituta, durante una trasmissione della Zanzara chiamò in causa il sindaco, sostenendo che avrebbe «preferito dare 1.000 euro a un avvocato che pagare la multa inflittale per l’esercizio della prostituzione sulle strade di San Fior».

La donna, sempre in diretta, aveva considerato la vera motivazione dell’ordinanza anti-prostituzione solo come un modo per sanare «un deficit di due milioni di euro della caserma dei carabinieri di Orsago» (che col Comune di San Fior non c’entrava). Mesi dopo i conduttori avevano contattato telefonicamente Martorel, per sentirlo sulla questione. In quell’occasione il primo cittadino aveva ribadito come nella strada non volesse prostitute e per questo era stata emanata l’ordinanza con cui ogni lucciola veniva multata con 100 euro e ogni cliente con 500.

Successivamente ne era scaturito un jingle dall’elevata volgarità. Il sindaco Martorel, attraverso l’avvocato Aloma Piazza, sta valutando un’eventuale causa civile nei confronti della trasmissione radiofonica.

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