“Il buio oltre le seppie” in edicola con i nostri giornali
Il libro di Francesco Zaio che nasce da una delle più irresistibili storpiature del celebre “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee e raccoglie richieste, domande, equivoci e affermazioni realmente ascoltati dietro il bancone di una libreria

C’è chi cerca Il barone rampicante di Calvino, chi domanda Se questo è un uovo di Primo Levi, chi vorrebbe leggere La crescenza di Zeno e chi è convinto che da qualche parte, fra uno scaffale e l’altro, debba esserci anche Il fu Mattia Bazar. E poi c’è chi entra in libreria con una domanda destinata a diventare un titolo: «Esiste ancora Il buio oltre le seppie?».
Da una delle più irresistibili storpiature del celebre Il buio oltre la siepe di Harper Lee nasce Il buio oltre le seppie. Storie di ordinario imbarazzo librario, il libro di Francesco Zaio che raccoglie richieste, domande, equivoci e affermazioni realmente ascoltati dietro il bancone di una libreria. La battuta che dà il titolo al volume compare naturalmente tra le prime pagine, accompagnata dalla risposta in nota del libraio: «Che io seppia no».

Zaio conosce molto bene il territorio nel quale si muove: ha iniziato a lavorare nel mondo delle librerie nel 1987, quasi per caso, per poi trascorrere molti anni alla Feltrinelli di Genova e proseguire la propria esperienza professionale tra librerie, editoria e attività commerciale. Una vita fra scaffali, cataloghi, titoli da ricordare e clienti da aiutare: il punto di osservazione ideale per scoprire quanto possa essere fantasiosa la distanza fra il libro che una persona sta cercando e quello che riesce effettivamente a chiedere.
Per anni Zaio ha annotato gli “sfondoni” più memorabili incontrati sul lavoro, senza correggere o contestare chi li pronunciava. E proprio qui sta lo spirito del libro: non una raccolta costruita per mettere alla berlina lettori distratti o poco informati, ma un omaggio divertito al lato più umano di uno dei luoghi più «stimolanti, accoglienti e anche divertenti» (secondo l’autore) nei quali trascorrere il proprio tempo.
Il risultato è una specie di libreria immaginaria, nella quale gli strafalcioni sono ordinati per reparti: dagli Animali all’Archeologia, dai Classici alla Filosofia, dalla Cucina alla Medicina alternativa, passando per Musica, Politica, Psicologia, Religione, Sessuologia, Turismo e naturalmente il Punto informazioni. Una classificazione che rende ancora più comico l’effetto degli incontri e degli scontri fra titoli, autori e generi. E così Il Gattopardo diventa Il Gattosilvestro, Il Codice da Vinci si trasforma nel Codice del gratta e vinci, mentre qualcuno viene rimandato al reparto “Fantascienza” per Centomila anni di solitudine di García Márquez.
Dietro l’umorismo, però, rimane qualcosa di più. Il buio oltre le seppie racconta anche un mestiere e un luogo che negli ultimi decenni sono profondamente cambiati, dai grandi cataloghi cartacei dell’epoca precedente ai computer fino all’arrivo di Internet. Soprattutto racconta quel “fattore umano” che nessun motore di ricerca può sostituire del tutto, lo stesso fattore che poi va a creare un dialogo imprevedibile.
Zaio dedica il volume a chi lavora con i libri, ma soprattutto a chi continua a frequentare le librerie «con curiosità, gentilezza e senso dell’umorismo»: per trovare un buon libro a volte bisogna sapere esattamente che cosa si sta cercando, altre volte basta chiedere Il buio oltre le seppie.
Scheda tecnica
Numero pagine: 96
Formato: 10,5 x 16 cm
Prezzo (in abbinata): 4.90 €
In edicola da: 27 ottobre 2026
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