Femminicidio Tania Terrin, il caso arriva al ministero: ispettori in Procura a Venezia
Telefonini e calici ai Ris per accertamenti da cui non ci si attendono sorprese. Dubbi sulla mancata colluttazione. Il sottosegretario Balboni: «Una sconfitta per lo stato».

Fare luce sulla sul femminicidio di Tania Terrin, uccisa dal compagno che era già stato denunciato diverse volte sia da lei che in precedenza da altre ex. Il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, ha annunciato che insieme al ministro Carlo Nordio valuteranno «l'invio di ispettori del ministero della Giustizia in Procura a Venezia per capire cosa non abbia funzionato» perché «il femminicidio di Tania Terrin è una sconfitta per lo Stato».
La stessa procura che, intanto, conduce le indagini sul delitto, appoggiandosi anche ai Ris di Parma. La sezione scientifica dei carabinieri analizzerà i calici alla ricerca di tracce biologiche capaci di collocare Dino Keber sulla scena del delitto; poi per capire che cosa contenessero. Perché l’ipotesi è che il 43enne possa avere versato una sostanza narcotica nella bevanda dell’ex compagna prima di strangolarla. D’altronde sul corpo di Tania non sono emersi segni evidenti di difesa, né lesioni compatibili con una colluttazione. E neppure su Keber sarebbero comparsi graffi sugli avambracci, sul volto o sul collo.
Se l’ha sorpresa da dietro, perché nessun segno sulle braccia? Se l’ha affrontata frontalmente, perché nessuna traccia sul viso? Era sedata? Oppure era stata colta di sorpresa? E se quelle sostanze fossero state portate da Keber – che per i suoi abusi di stupefacenti si sarebbe potuto procurare con facilità – il delitto sarebbe stato pensato prima di entrare in casa? Domande che passano ora al medico legale. La Procura ha affidato l’incarico a Claudio Terranova, che domani eseguirà l’autopsia.
L’esame dovrà fissare la causa della morte – l’ipotesi resta l’asfissia meccanica per strangolamento – e cercare lesioni interne o segni di difesa.
La madre della vittima ha nominato un legale di fiducia, Massimo Pavan, che ha nominato il consulente Rafi El Mazioum. Sul corpo di Keber non sono previsti altri accertamenti. La Procura aveva già rilasciato la salma al momento del ritrovamento, domenica, nell’abitazione di Dolo dove l’uomo si era impiccato poco dopo il delitto. I funerali potrebbero svolgersi nei prossimi giorni.
Le indagini coordinate dal pm Stefano Strino guardano soprattutto all’ultima zona d’ombra: escludere con certezza la presenza di terze persone. Anche i telefoni saranno affidati ai Ris per un’analisi completa. I messaggi possono fissare l’ora dell’incontro e ricostruire gli ultimi spostamenti. Sempre che quei messaggi esistano ancora. Nonostante gli amici di Tania abbiano riferito che lei aveva bloccato l’ex sulle chat, è emerso che i due si sentivano ogni giorno.
L’indagine procede al contrario: dai corpi ai bicchieri, dai bicchieri ai telefoni, fino ai messaggi che potrebbero non esserci più. Per ricostruire una tragedia i cui contorni sembrano ormai definiti. Quasi. Perché il responsabile non potrà mai essere portato davanti a un giudice, e alla Procura resta il compito più sterile e necessario: togliere ogni dubbio a una storia che non avrà processo.
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