Domenica 4 ottobre è festa nazionale: ecco quanto si guadagna in busta paga

È il primo anno dalla reintroduzione della celebrazione. Secondo alcune stime, per chi rimarrà a casa la festività non goduta vale almeno 39 euro. Per chi sarà chiamato in servizio si applicano le maggiorazioni previste dai Ccnl

Dal 2026 il 4 ottobre torna a essere festa nazionale
Dal 2026 il 4 ottobre torna a essere festa nazionale

Nuovo giorno rosso sul calendario. Il 4 ottobre in Italia torna ad essere festa nazionale, a distanza di cinquant’anni dall’ultima volta. La reintroduzione è stata decisa dal Parlamento, che ha approvato la legge n.151/2025 lo scorso 8 ottobre, con l’entrata in vigore a partire dell’1 gennaio 2026.

Domenica 4 ottobre 2026, dunque, è la prima occasione in cui si tornerà a celebrare la festa nazionale, occasione che, tra l’altro, coincide con l’ottocentesimo anniversario della morte del Santo di Assisi, mancato il 3 ottobre 1226. Di norma è prevista l’astensione dal lavoro, ma la particolarità, in questo caso, è che ricadrà di domenica. 

Quanto guadagna chi non lavora

In quanto festa nazionale, la giornata di domenica 4 ottobre è considerata a tutti gli effetti un giorno festivo. Pertanto, occorre distinguere tra chi lavorerà e chi rimarrà a casa, rispettando il canonico giorno di riposo domenicale. La maggior parte dei lavoratori di questa seconda categoria, infatti, riceverà il trattamento di festività non goduta: molti dipendenti (non tutti), infatti, da contratto ricevono un’indennità nel caso in cui una festività cada di domenica, e, dunque, non si traduca in un giorno di riposo aggiuntivo. Gli importi dipendono dal Ccnl, dall’inquadramento e dall’orario. Secondo Giuseppe Buscema, della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, sentito dal Sole 24 ore, gli incrementi in busta paga variano tra i 39 e i 53 euro.

Per i lavoratori che non hanno nel contratto questa specifica, dunque, non ci sarò alcun aumento in busta paga.

Quanto guadagna chi lavora

Totalmente diverso il trattamento per chi invece il 4 ottobre 2026 sarà chiamato a lavorare. Il dipendente in questo caso avrà diritto alla normale retribuzione, alla quota relativa alla festività cadente di domenica e al pagamento delle ore effettivamente lavorate con la prevista maggiorazione per il lavoro festivo. Va specificato che il trattamento si applica anche ai Contratti collettivi nazionali in cui non sia stato ancora inserito formalmente il 4 ottobre nell’elenco delle festività nazionali.

Perché il 4 ottobre è tornato festa nazionale

Ma cosa ha spinto il Parlamento a reintrodurre la festa nazionale nel giorno dedicato a San Francesco? La risposta la si trova nell’articolo 1 della legge 151/2025: «Al fine di celebrare e di promuovere i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell'ambiente e della solidarietà, incarnati dalla figura di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, è istituita la festa nazionale di San Francesco d'Assisi, da celebrare il 4 ottobre di ogni anno".

Le altre feste cancellate nel 1977

Nel 1977, in pieno periodo di Austerity, l’allora governo guidato da Giulio Andreotti decise di eliminare diverse festività nazionali. Tra queste ci fu addirittura l’Epifania, ripristinata dieci anni dopo da Bettino Craxi, dopo l’intesa con il Vaticano per il rinnovo dei Patti Lateranensi. Ai tempi, oltre a San Francesco, saltarono anche San Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini e Ss. Pietro e Paolo.

 

 

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