Diffamazione contro il microbiologo della Regione Veneto: assolto Ranucci

I giornalisti di report Sigfrido Ranucci, Danilo Procaccianti e Andrea Tornago sono stati assolti dal giudice nel processo svoltosi a Treviso. In una trasmissione andata in onda il 2 gennaio del 2023, secondo Roberto Rigoli, sarebbero stati sollevati dubbi sulla condotta del professionista in merito alla sua scelta di far utilizzare alla Regione i "tamponi rapidi" per il Covid. Rigoli: «Ho continuato a lottare, ma è una lotta impari»

Sigfrido Ranucci, prosciolto insieme ai colleghi Danilo Procaccianti e Andrea Tornago
Sigfrido Ranucci, prosciolto insieme ai colleghi Danilo Procaccianti e Andrea Tornago

«Con queste trasmissioni si possono distruggere degli innocenti, sotto il profilo umano è facile cadere nella depressione. Io non sono caduto, ho continuato a lottare ma è una lotta impari. Io contro Ranucci significa Davide contro Golia». Lo ha detto venerdì 6 novembre Roberto Rigoli, ex coordinatore delle microbiologie della Regione Veneto, a margine del processo a Treviso per diffamazione a mezzo stampa contro i giornalisti di report Sigfrido Ranucci, Danilo Procaccianti e Andrea Tornago, assolti dal giudice.

La vicenda

I fatti oggetto della trasmissione riguardano in particolare la decisione di adottare i "tamponi rapidi" anziché i precedenti detti "molecolari" nel momento in cui la propagazione del contagio aveva indotto la Regione Veneto ad adottare il modello rapido dei test per applicarli a grandi numeri di residenti.
Il servizio di Report, anche sulla base di contestazioni mosse all'epoca sulla scarsa precisione dei risultati restituiti dai tamponi rapidi, aveva proposto un'intervista a Rigoli per poi redigere anche con la stessa un reportage nel quale, secondo lo stesso sanitario, sarebbe stato messo in luce un aspetto non trasparente del suo operato.

Il tema era il suo parere positivo dato ai responsabili della Regione Veneto per l'acquisto di grandi quantità di dosi del prodotto - assai meno costose degli strumenti usati fino ad allora - per eseguire i test sul contagio da Covid.
Sul tema specifico a Padova venne istruita un'inchiesta in cui Rigoli fu accusato di falso ideologico e turbativa nella scelta dei fornitori della sanità veneta che portò, al termine, ad una sua assoluzione.

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