Dengue in Friuli Venezia Giulia: cos’è e cosa dobbiamo sapere sulla “febbre spaccaossa”
Tre casi in pochi giorni, tutti legati a viaggi all’estero: sintomi, trasmissione e prevenzione di un virus diffuso nei Paesi tropicali

La chiamano la “febbre spaccaossa” perché lascia il corpo umano indebolito, spezzato, rotto. Questa è la Dengue e si è tornato a discutere dei sintomi per i tre casi rilevati in tre giorni in Friuli Venezia Giulia.
Al di là del fatto di cronaca, che come spiegano gli esperti di Asugi riguardano persone rientrate da viaggi all’estero, da zone in cui il virus è considerato endemico e quindi non «non correlabili tra loro», è necessario provare a fare chiarezza su che cos’è la Dengue e come si contrae. Anche per sfondare i dubbi e le fake news sui tre casi rilevati proprio in regione. Soprattutto ora che ci avviciniamo ai periodi di ferie e ci si prepara anche ai viaggi all’estero.
Cosa succede in Fvg
Prima di tutto è necessario fermarsi a cosa succede in regione. L’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina (Asugi) in una nota ha dato conto delle segnalazioni riscontrate mercoledì e venerdì. La diagnosi ha fatto scattare i protocolli di sorveglianza sanitaria.
«Come da Piano regionale 2025-2026 si è provveduto a effettuare quanto di competenza ai fini della sorveglianza, della prevenzione e del controllo dei casi umani di Dengue – afferma Asugi –. Visto il contesto stagionale, non verrà effettuato il controllo straordinario dei vettori, usualmente indicato nel periodo di maggiore attività delle zanzare, ovvero durante la stagione estiva e all’inizio dell’autunno». Detto in altri termini: niente disinfestazioni, visto che in questi mesi la popolazione di insetti portatori del virus è ridotta al minimo. Di conseguenza sono molto basse anche le probabilità di diffusione locale della malattia.
Che cos'è la febbre Dengue, come si trasmette e dove è diffusa
La dengue è una malattia infettiva indotta dal virus Dengue (DENV), appartenente alla famiglia dei “flavivirus”. Ad oggi si conoscono quattro sottogruppi – detti sierotipi – di virus dengue che sono molto simili tra loro: DENV-1, DENV-2, DENV-3 e DENV-4.
La responsabile della diffusione di questi virus è una zanzara femmina: l’Aedes aegypti. Se una persona infetta viene punta da una zanzara, la zanzara stessa può trasmettere il virus ad altre persone. E più sono le zanzare portatrici del virus, e più è alta la probabilità di diffondere il contagio.
La Dengue è maggiormente diffusa nei paesi con climi caldi. Stiamo parlando soprattutto del Sud-est asiatico, del Pacifico occidentale, delle Americhe, dell'Africa e del Mediterraneo orientale. Anche Paesi come Brasile, India, Filippine, Indonesia e Thailandia hanno registrato un elevato numero di casi di Dengue negli ultimi anni.
Quali sono i sintomi
In caso di infezione Dengue, il sintomo principale è rappresentato dalla febbre che compare mediamente nell'arco di 5-6 giorni dalla puntura di una zanzara infetta. Se una persona si contagia per la prima volta, la malattia si presenta di solito in forma lieve. Nella maggior parte dei casi, l’infezione si risolve completamente nel giro di due settimane. La febbre, spesso si manifesta assieme ad altri sintomi come:
- Mal di testa
- Dolori articolari e muscolari
- Dolore attorno e dietro agli occhi
- Rash cutaneo
- Nausea
L'infezione causata da uno dei sottogruppi del virus Dengue non fornisce però immunità per gli altri, ragion per cui le persone possono contrarre la Dengue più volte, con il rischio di gravi complicazioni che può aumentare di volta in volta. Infatti, se la stessa persona si infetta per una seconda volta, la sintomatologia può essere più grave. Questo accade per un particolare meccanismo attraverso cui il virus riesce a sfruttare a suo vantaggio la nostra risposta immunitaria. In altre parole, gli anticorpi che normalmente ci proteggono dal virus vengono utilizzati dal virus stesso per diffondersi nell’organismo, portando allo sviluppo di una malattia più severa. Nei casi più gravi la Dengue è caratterizzata da:
- Dolori addominali
- Vomito (almeno 3 volte in 24 ore)
- Sanguinamento dal naso o dalle gengive
- Sangue nelle feci o nel vomito
- Stanchezza e irritabilità
- Manifestazioni emorragiche e perdita di liquidi che possono causare veri e propri collassi, potenzialmente fatali
Secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) americano, circa 1 persona su 4 sviluppa sintomi dalla Dengue dopo infezioni e 1 persona su 20 sviluppa la malattia in forma severa. I neonati, gli anziani, le donne in stato di gravidanza e i pazienti immunodepressi hanno un rischio maggiore di sviluppare sintomi gravi. Sempre secondo il CDC, le morti attribuibili alla Dengue a livello globale sono stimate a circa 20 mila l’anno.
Cosa dicono le nuove linee guida
Le nuove raccomandazioni dell’Oms, rivolte principalmente agli operatori sanitari, forniscono indicazioni dettagliate per la gestione dei casi lievi e gravi. Nei casi non gravi si consiglia:
- Somministrazione di fluidi orali
- Uso di paracetamolo o metamizolo per febbre e dolore
- Sconsigliato l’uso di FANS nella fase acuta e corticosteroidi sistemici
Nei casi gravi, l’Oms raccomanda:
- Di evitare trasfusioni profilattiche di piastrine in assenza di sanguinamento
- Non usare immunoglobuline
- Per la febbre gialla, si prevede l’impiego sperimentale (solo in ambito di ricerca) di anticorpi monoclonali TY014 e del farmaco sofosbuvir
Oltre al trattamento, le linee guida individuano importanti lacune di conoscenza e definiscono aree prioritarie di ricerca, con l’obiettivo di migliorare la preparazione a future epidemie, considerate sempre più probabili nel contesto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione.
L’appello dell’Oms è chiaro: rafforzare i sistemi sanitari e la formazione degli operatori, anche in Paesi finora considerati a basso rischio, per fronteggiare una minaccia sanitaria in crescita.
La prevenzione secondo Asugi
«La prevenzione si basa fondamentalmente sull’evitare le punture di zanzara», spiega Asugi. L’uso di repellenti cutanei, così come indossare indumenti impregnati di repellenti, utilizzare magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi e l’utilizzo di zanzariere rappresentano misure fondamentali.
A livello comunitario è essenziale intraprendere azioni per contrastare la proliferazione delle zanzare vettori. In che modo? Eliminando i ristagni d’acqua dai sottovasi e da ogni altro contenitore. Tali accumuli rappresentano, infatti, un habitat ottimale per la deposizione delle uova delle zanzare. L’altra cruciale mossa preventiva consiste nelle campagne di disinfestazione, che mirano a ridurre la popolazione di zanzare e, di conseguenza, il rischio di trasmissione. Non è finita qui. Di recente è stato reso disponibile un vaccino indicato per i viaggiatori che si recano in zone endemiche per la Dengue.
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