“Campi di concentramento fascisti” in edicola con i nostri giornali

Il libro di Silvia Pascale e Orlando Materassi ricostruisce  il sistema dei campi di internamento gestiti dallo Stato italiano tra il 1922 e il 1945 attraverso le micro storie di persone comuni, ricostruendo l’intero quadro storico dell’epoca

L'immagine di copertina del volume
L'immagine di copertina del volume

C’è una pagina della storia italiana che per troppo tempo è rimasta ai margini della memoria collettiva, schiacciata tra il mito autoassolutorio degli “italiani brava gente” e una narrazione pubblica concentrata quasi esclusivamente sui crimini del nazismo. Campi di concentramento fascisti, l’ultimo volume di Silvia Pascale e Orlando Materassi, nasce proprio dall’urgenza di colmare questo vuoto e di restituire voce, dignità e memoria alle vittime dell’internamento e della deportazione attuati dal regime fascista.

Il libro si inserisce con rigore nel solco degli studi sull’universo concentrazionario, affrontando un tema ancora poco conosciuto: il sistema dei campi di internamento gestiti dallo Stato italiano tra il 1922 e il 1945, sia sul territorio nazionale sia nelle aree occupate, in particolare nei Balcani. Come sottolinea Andrea De Maria nella prefazione, si tratta di un lavoro che risponde a un preciso dovere morale e civile: ricordare le responsabilità del fascismo nella soppressione delle libertà democratiche, nelle leggi razziali, nelle guerre di aggressione e nei crimini contro l’umanità, responsabilità spesso rimosse o minimizzate nel dibattito pubblico.

La copertina del libro
La copertina del libro

Pascale e Materassi scelgono consapevolmente di raccontare questa storia attraverso le “microstorie”: uomini, donne e bambini strappati alle loro case, deportati in luoghi isolati, rinchiusi senza processo sulla base di una presunta “pericolosità sociale” o per motivi etnici e politici. Un’attenzione particolare è rivolta alle popolazioni slave e, in alcuni contesti, anche agli ebrei, mostrando come l’internamento fascista sia stato parte integrante delle politiche repressive e di occupazione, fino a configurare vere e proprie pratiche di pulizia etnica.

Il volume ricostruisce con chiarezza il contesto storico che porta alla tragedia: dalla fascistizzazione forzata dei territori al confine orientale all’occupazione della Jugoslavia, accompagnata da violenze sistematiche, deportazioni di massa e stragi di civili. Documenti, testimonianze e ricerche d’archivio restituiscono un quadro duro, che chiama in causa direttamente il Regio Esercito, le autorità di polizia e le milizie fasciste, e che mette in luce anche il mancato processo ai responsabili nel dopoguerra.

Campi di concentramento fascisti è un testo agile ma profondamente documentato, che unisce rigore storico e impegno civile. Non è solo un libro di storia, ma un atto di memoria che interroga il presente, ricordandoci come la democrazia italiana affondi le proprie radici nella Resistenza e nell’antifascismo. A ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, Pascale e Materassi ci consegnano uno strumento prezioso per comprendere il passato e per vigilare sul futuro, perché ciò che è stato non venga né negato, né dimenticato.

Scheda tecnica

Numero pagine: 176

Formato: 14 x 21 cm

Prezzo (in abbinata): 7.90 €

In edicola da: 27 gennaio 2026

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