Operaio di 57 anni muore di caldo mentre lavora a un impianto idrico
La tragedia a San Martino di Lupari (Padova), la vittima è Stefano Tonin, un operaio di Resana, in provincia di Treviso. Gli ispettori dello Spisal sul posto per accertare l’accaduto

Alle 16 di oggi (24 giugno 2026) a San Martino di Lupari un uomo di 57 anni è morto mentre lavorava per una azienda impegnata nel rifacimento di un impianto idrico.
La tragedia è avvenuta in via Meucci. Qui l’operaio, Stefano Tonin, sarebbe crollato per un colpo di calore.
Sono intervenuti i carabinieri della stazione di Tombolo che hanno allertato i soccorsi.
L’uomo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Padova dove, però, è morto. La vittima era residente a Resana in provincia di Treviso e lavorava per un’azienda di Castelfranco Veneto.
Sul posto sono intervenuti gli ispettori dello Spisal di Camposampiero per definire l’esatta dinamica della tragedia.
Etra: «Cordoglio, ma non collegabile a noi»
Con le prime indicazioni il lavoratore sembrava impegnato in un cantiere della multiutility Etra, che nel corso del pomeriggio ha però diffuso una nota smentendo la circostanza. Nel messaggio la società «esprime il più profondo e sentito cordoglio per la tragica scomparsa dell’operaio di 58 anni», si legge in una nota dell’azienda. «La ditta per cui lavorava stava effettuando dei lavori di lottizzazione privata che non sono stati commissionati ne direttamente ne indirettamente da Etra e non collegabili in alcun modo».
Al centro ancora la tutela di chi lavora all’aperto, maggiormente esposto alle alte temperature: «Proprio in quest'ottica l'azienda aveva recentemente richiamato formalmente tutti i propri responsabili e i referenti dei cantieri alla massima e rigorosa applicazione dell'ordinanza regionale sulla calura emanato dal presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani».
Cosa dice l’ordinanza contro il caldo
Proprio qualche giorno fa la Regione Veneto ha condiviso delle nuove linee guida per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare.
Le linee guida dispongono il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16. Questo vale per diversi settori: agricolo, florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave.
Utile anche l’analisi di previsione del rischio di Worklimate: il sistema elaborato da Inail e Cnr per segnalare i diversi livelli di rischio per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. Restano validi eventuali accordi aziendali che prevedano misure di tutela equivalenti o più tutelanti per i lavoratori.
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi









