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Disabilità, l'inclusione diventa esperienza

Sport, turismo e lavoro: nel Bellunese il progetto dell'ULSS 1 Dolomiti moltiplica le occasioni di partecipazione per le persone con disabilità

Dalla vela al parapendio, dalle escursioni in montagna a una partita di basket. Ma anche concerti, visite culturali e occasioni per mettersi alla prova nel mondo del lavoro. Il Bellunese offre un'infinità di esperienze e la possibilità di viverle dovrebbe appartenere a tutti. È da questa idea che prende forma “Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto”, il progetto che, attraverso le iniziative dell'ULSS 1 Dolomiti, mette al centro le persone con disabilità e dimostra come sport, divertimento, natura e lavoro possano diventare occasioni di partecipazione e crescita personale.

Sport e natura

Le opportunità nel Bellunese sono state numerose. C'è chi ha scoperto l'emozione di navigare a vela, chi ha provato il parapendio in tandem, accompagnato da un pilota esperto, e chi si è avvicinato al rafting, la discesa dei corsi d'acqua a bordo di particolari gommoni. Non sono mancate la pesca sportiva in kayak, le escursioni con biciclette elettriche e le passeggiate lungo percorsi accessibili, che hanno consentito anche alle persone con difficoltà motorie di entrare in contatto con la natura.

Il programma ha compreso inoltre attività sportive come calcio, basket, tennis e bocce, proposte attraverso iniziative che hanno favorito la partecipazione delle persone con disabilità. Esperienze che aiutano a migliorare il benessere fisico, ma che rappresentano anche preziose occasioni per stringere amicizie, acquisire fiducia nelle proprie capacità e condividere momenti di divertimento.

Il progetto, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Veneto e dalle nove aziende sanitarie venete, ha coinvolto ciascuna ULSS nell'organizzazione di iniziative sul proprio territorio. Nel Bellunese, l'ULSS 1 Dolomiti ha valorizzato le caratteristiche della provincia, dalle montagne alle città d'arte, con l'obiettivo di favorire una partecipazione sempre più ampia delle persone con disabilità fisiche e cognitive. E la montagna, naturalmente, occupa un posto speciale.

Accanto alle escursioni accessibili hanno trovato spazio il trekking con i muli, le attività fluviali e altre esperienze all'aria aperta. Per consentire una maggiore partecipazione sono state previste attrezzature specifiche, come biciclette azionate con le braccia, carrozzine adatte ai percorsi naturali e ausili per praticare lo sci. Strumenti che aiutano a superare ostacoli e ad ampliare le possibilità di movimento.

Cultura e partecipazione

L'inclusione, però, non si esaurisce nello sport. Il progetto ha proposto anche visite guidate a Belluno e Feltre, esperienze culturali, incontri con le istituzioni e visite ai mezzi di informazione locali. Tra le iniziative hanno trovato spazio inoltre la partecipazione al Palio di Feltre e ai concerti della rassegna Dolomiti Arena. Occasioni per conoscere il patrimonio culturale del territorio e partecipare alla vita della comunità.

Autonomia e responsabilità

Un capitolo importante riguarda l'autonomia. Il progetto ha puntato a creare le condizioni affinché ogni persona possa sviluppare le proprie capacità, acquisire maggiore indipendenza e costruire nuove relazioni. Anche l'organizzazione degli spostamenti ha contribuito a questo obiettivo, attraverso servizi di trasporto dedicati e interventi per migliorare l'accessibilità delle strutture e dei percorsi turistici.

Significativa, in questo senso, è l'esperienza dei ventiquattro ragazzi con disabilità cognitive che hanno partecipato come volontari ai Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026. Oltre a collaborare alle attività di accoglienza e informazione nel Villaggio olimpico, hanno sperimentato la vita comunitaria, occupandosi della casa e della preparazione dei pasti con il supporto di operatori specializzati. Un'occasione per sviluppare autonomia e responsabilità, oltre che per vivere da protagonisti un avvenimento internazionale.

“Uno degli aspetti più emozionanti di questo progetto è stato vedere quanto esperienze concrete - tra queste, l’opportunità di essere volontari al Villaggio Olimpico - abbiano offerto ai partecipanti occasioni reali per sperimentare l’autonomia, costruire relazioni, rafforzare l’autostima e scoprire le proprie capacità. Altrettanto prezioso è stato il confronto con le famiglie: mamme e papà hanno potuto vedere da vicino le conquiste dei propri figli, condividendone i progressi e la soddisfazione”, spiega la dottoressa Milena Guglielminetti, Direttore UOC Disabilità e Non Autosufficienza, Distretto di Belluno, ULSS1 Dolomiti e responsabile del progetto Turismo Sociale e Inclusivo.

Il lavoro e le opportunità

Il lavoro rappresenta un altro degli elementi fondamentali del progetto. Attraverso i Servizi di integrazione lavorativa sono stati promossi percorsi che hanno permesso alle persone con disabilità di acquisire competenze e partecipare alle attività economiche del territorio. Le esperienze hanno coinvolto strutture turistiche, rifugi e attività della ristorazione, offrendo opportunità di crescita personale e professionale.

“La sinergia con le attività produttive del nostro territorio è fondamentale per permettere a persone con disabilità di vivere esperienze lavorative che contribuiscono fortemente alla loro crescita individuale e allo sviluppo delle autonomie personali, consentendo loro, e alle loro famiglie, di guardare al futuro con maggiore fiducia”, sottolinea la dottoressa Viviana Moretti, Coordinatrice Servizio Integrazione Lavorativa - U.O.S. Disabilità, ULSS1 Dolomiti.

Storie di Inclusione

L'attenzione all'accessibilità riguarda inoltre le persone con disabilità sensoriali. In occasione dei Giochi sono stati introdotti servizi di audiodescrizione delle gare e delle cerimonie per le persone cieche e ipovedenti, insieme a un servizio di interpretariato a distanza nella lingua dei segni italiana, destinato alle persone sorde.

A raccontare le tante sfaccettature del progetto ha contribuito anche una campagna di comunicazione che ha permesso di rendere tutti partecipi delle attività realizzate. Nel sito web di ULSS1 Dolomiti, all’interno della sezione “progetti”, si trova una pagina dedicata al progetto Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto: oltre alla descrizione delle attività realizzate sono disponibili le puntate video e gli episodi podcast di “Storie di Inclusione”. Racconti dedicati alla narrazione delle esperienze ludiche, sportive, ricreative e lavorative delle persone con disabilità che sono state protagoniste di questa iniziativa. Testimonianze che permettono di conoscere da vicino attività, emozioni e risultati.

Il messaggio, tuttavia, va oltre le singole iniziative. L'inclusione richiede la partecipazione dell'intera comunità, dalle associazioni alle imprese, dagli operatori turistici ai cittadini. Sostenere queste attività significa contribuire al benessere fisico e psicologico delle persone con disabilità, favorire nuove relazioni e creare maggiori opportunità. Perché un territorio davvero accogliente non è soltanto quello che elimina le barriere, ma quello che permette a ciascuno di sentirsi parte della sua vita.

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