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Come affrontare i tornanti di montagna senza rovinare i dischi freno

Molti commettono lo stesso errore sui tornanti di montagna: tenere il piede sul freno per quasi tutta la durata della discesa, anziché ridurre la velocità mediante tocchi brevi e mirati. Ne conseguono un impianto frenante surriscaldato, una frenata meno efficace proprio nel momento in cui risulta più necessaria, e un’usura accelerata dei dischi. L'approccio corretto è, in realtà, piuttosto semplice: la velocità va ridotta prima dell'ingresso in curva, non durante la curva stessa, mentre nei tratti prolungati in discesa è opportuno sfruttare in modo attivo il freno motore.

Le strade di montagna sottopongono il veicolo a condizioni di utilizzo molto diverse rispetto a quelle cittadine o autostradali. In questo contesto l'impianto frenante lavora al limite delle proprie capacità: i continui cambi di quota e le curve strette espongono i dischi freno a un carico termico sensibilmente superiore alla norma. Per tale ragione, i conducenti più esperti, abituati a percorrere le Alpi, sanno bene che la preparazione dei freni e la tecnica di guida sui tornanti non costituiscono due argomenti distinti, bensì due aspetti complementari della medesima questione.

Cosa accade ai freni durante una lunga discesa

In pianura, i freni vengono sollecitati in modo occasionale: un breve intervento prima di un semaforo, seguito dal rilascio. In discesa lo scenario cambia sensibilmente: dischi e pastiglie si scaldano in modo pressoché continuo, e tra un utilizzo e l'altro rimane poco tempo utile per disperdere il calore accumulato. Quanto più la discesa è lunga e ripida, tanto più elevata risulta la temperatura raggiunta dal gruppo frenante.

Il surriscaldamento dei dischi comporta diverse conseguenze poco favorevoli. In particolare, si riduce il coefficiente di attrito tra pastiglia e disco: lo spazio di frenata si allunga anche qualora il pedale venga premuto con la consueta intensità. Tale fenomeno, noto come fading, risulta particolarmente insidioso in quanto si manifesta in modo graduale, senza che il conducente se ne accorga immediatamente. In secondo luogo, un surriscaldamento intenso e non uniforme può determinare la perdita della normale rugosità della superficie del disco, con un'ulteriore riduzione dell'aderenza rispetto alle pastiglie. Infine, sollecitazioni termiche estreme e ripetute accelerano l'usura complessiva del componente e aumentano il rischio di deformazione del disco, condizione che si manifesta tipicamente con vibrazioni al pedale durante la frenata.

Il freno motore rappresenta lo strumento principale per una discesa sicura

Le scuole guida in montagna concordano su un punto: lo strumento principale per affrontare una discesa in sicurezza non è il pedale del freno, bensì la marcia selezionata al momento opportuno. Il principio è di per sé semplice: è consigliabile scendere con la medesima marcia (o, eventualmente, con una marcia inferiore) che si utilizzerebbe per affrontare in salita un pendio di analoga pendenza. In questo modo il motore si occupa della maggior parte del lavoro di contenimento della velocità, mentre i freni intervengono unicamente in modo puntuale, per una correzione mirata prima di ciascun tornante.

Per i veicoli dotati di cambio manuale, ciò comporta l'inserimento tempestivo di una marcia bassa prima dell'inizio del tratto più ripido. Per i veicoli con cambio automatico, i modelli più recenti offrono generalmente una modalità manuale o i comandi al volante, strumenti particolarmente utili nei tratti prolungati in discesa, in luogo dell'affidamento completo all'automatismo. Su alcuni modelli è inoltre disponibile una specifica modalità di discesa (hill descent), che regola automaticamente trazione e frenata: anche questa funzione rappresenta un valido supporto nei tratti lunghi e ripidi.

Al fine di sintetizzare tali principi in modo immediato, si riporta di seguito uno schema con le cinque regole fondamentali da tenere presenti prima e durante ogni discesa in montagna.

L'infografica riepiloga, in ordine, i passaggi principali illustrati finora: dall'inserimento della marcia prima della curva fino al controllo dei dischi freno da effettuare prima di intraprendere il viaggio. Si tratta di uno schema di riferimento utile da conservare prima di affrontare qualsiasi passo alpino.

Perché è opportuno controllare i dischi freno prima di partire per la montagna

Sono proprio i dischi freno ad assorbire il carico termico e meccanico principale durante una discesa di montagna: per tale motivo, il loro stato dovrebbe essere verificato con attenzione prima di affrontare i tornanti, e non durante il tragitto. Di seguito gli aspetti principali da considerare.

  • Spessore residuo del disco. Un disco usurato non solo trattiene il calore in modo meno efficace, ma tende inoltre a surriscaldarsi più rapidamente, a causa della minore massa metallica disponibile per la dispersione termica. Quanto più il disco si avvicina allo spessore minimo consentito, tanto minore risulta il margine di sicurezza, specialmente in condizioni di montagna.

  • Tracce di surriscaldamento. Colorazioni bluastre o iridescenti sulla superficie del disco costituiscono un segnale tipico di un componente già sottoposto a temperature estreme. Un disco che presenti tali segni ha perso parte delle proprie caratteristiche originarie e richiede un'attenzione particolare, se non addirittura la sostituzione.

  • Rigature profonde e irregolarità. Graffi e solchi sulla superficie di lavoro riducono l'area di contatto con la pastiglia e, di conseguenza, l'efficacia della frenata: un effetto che risulta particolarmente evidente in presenza delle elevate temperature tipiche di una lunga discesa.

  • Vibrazioni durante la frenata. Qualora, premendo il pedale, si avverta una pulsazione o un'oscillazione del volante, ciò può essere indicativo di una deformazione del disco: un segnale che richiede un intervento diagnostico prima, e non durante, il viaggio in montagna.

Alcuni accorgimenti pratici per una guida più serena in montagna

I tecnici specializzati raccomandano di verificare lo stato dell'impianto frenante prima di ogni viaggio che preveda lunghe discese, siano esse relative alle Alpi, ad altre catene montuose o a semplici passi collinari. Oltre all'ispezione visiva dei dischi, è opportuno controllare anche il liquido dei freni: sotto un carico termico estremo, anche questo componente viene sollecitato in modo significativo, e la sua sostituzione regolare incide direttamente sull'affidabilità dell'intero sistema.

Sui tornanti veri e propri, è consigliabile attenersi ad alcune regole essenziali. La velocità dovrebbe essere ridotta sui tratti rettilinei che precedono la curva, e non durante la curva stessa: tale accorgimento riduce il rischio di sbandamento e contiene il picco di carico sui freni. Nei tratti lunghi in discesa, può risultare utile fermarsi periodicamente, quando le condizioni della strada lo consentano, al fine di lasciare che l'impianto frenante si raffreddi: anche pochi minuti di sosta sono sufficienti ad abbassare sensibilmente la temperatura dei dischi. Si sconsiglia, infine, di mantenere il pedale del freno premuto a lungo: una frenata breve e intermittente risulta sempre più efficace e più sicura per l'impianto rispetto a una pressione costante e prolungata.

In sintesi, come affrontare in sicurezza i tornanti alpini

La sicurezza sulle strade di montagna deriva dalla combinazione di una tecnica di guida corretta e di un veicolo in buone condizioni, con l'impianto frenante in un ruolo centrale. Un utilizzo appropriato del freno motore riduce il carico sui freni, mentre un'attenzione costante allo stato dei dischi al loro spessore, alle tracce di surriscaldamento e a eventuali deformazioni contribuisce a ridurre il rischio di una perdita di efficacia in frenata proprio nel momento in cui un errore risulterebbe più oneroso. Il controllo dei freni prima di un viaggio in montagna dovrebbe rappresentare una prassi abituale, al pari della verifica della pressione degli pneumatici o del livello dell'olio, in particolare quando l'itinerario prevede dislivelli significativi.

 

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