Discoteche in crisi e pochi artisti, il tramonto della città icona
Berlino è una città cambiata e alla vigilia del voto il suo volto lo dimostra: negli ultimi anni il costo della vita è aumentato costringendo molti artisti - già gravati dalla crisi energetica e dalla pandemia da Covid-19 - a lasciare la città dove la libertà di essere sé stessi e la creatività sono di casa, tra le gallerie d'arte, i musei, le manifestazioni del Pride e i teatri. Sotto la guida del sindaco uscente, il cristiano-democratico Kai Wegner, i tagli al mondo culturale sono stati contestati e di pari passo il panorama degli atelier e dei locali si è ridotto poiché le entrate non riescono in molti casi a compensare i costi: dopo le chiusure del "Mensch Meier" e del "Watergate" tra il 2023 e il 2024, altri sono a rischio e si sentono abbandonati dall'inerzia della politica. (ServizioDi Matilde Nardi)
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