Maja Dress potrebbe aprire un nuovo negozio a Belluno
Dopo la liquidazione giudiziale della società a responsabilità limitata e la chiusura dei due punti vendita la famiglia Bortolini sta per rilanciare. Salva la squadra di calcio a 5

La famiglia Bortolini non molla. La società a responsabilità limitata Maja Dress è stata messa il liquidazione giudiziale il 22 dicembre dell’anno scorso e i due negozi cittadini sono entrambi chiusi (Maja Dress da settimane e Bluedress da sabato, pur essendo ancora potenzialmente attivi), ma c’è un avverbio significativo sui cartelli appesi al punto vendita di via Matteotti: momentaneamente. E nel messaggio su Facebook, il titolare Alessio Bortolini ha scritto «ci piace pensare che possa essere un arrivederci».
Uno spiraglio si è già aperto, per la gioia non solo dei due fratelli ma anche dei clienti, che in queste ore hanno manifestato affetto e stima nei loro confronti nei più svariati modi: «È già in piedi un progetto sostenibile, che prevede l’apertura di un negozio a Belluno e uno ad Agordo», spiega Alvise Bortolini, «esiste una prospettiva, che speriamo di concretizzare nel più breve tempo possibile, intanto siamo ancora aperti, nell’outlet di Le Campe, a La Valle».
Le cause della forte crisi economica della srl vanno ricercate, come per molti imprenditori, nel periodo del Covid-19, quando tutti i commercianti hanno dovuto tenere chiuso, magari con il negozio pieno di materiale appena uscito da marchi importanti: «Non nascondo il fatto che sia stata un’esperienza devastante, perché abbiamo sempre fatto tutto con il massimo impegno. Ci conforta il fatto che la gente ci stia mostrando stima e vicinanza».
La Canottieri, la creatura sportiva di Alvise e Alessio Bortolini, è salva: «L’abbiamo senz’altro fondata noi e ci abbiamo anche giocato, prima di avere altri ruoli, ma sono ormai diversi anni che non sponsorizzo più la squadra», garantisce quello che è stato il presidente (il fratello è ancora l’allenatore), «quando sono cominciati i problemi economici, le nostre risorse sono state dedicate esclusivamente all’attività, come è normale che sia. Un conto sono lo sport e lo svago e un altro il lavoro. Non avrei potuto mettere soldi nella Canottieri, togliendoli ai miei dipendenti. Ci mancherebbe altro».
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