'Visioni e connessioni', le Fondazioni d'impresa in un libro a cura di EY Foundation

(ANSA) - ROMA, 18 MAG - C'è un lato ancora poco conosciuto dell'attività delle grandi imprese familiari del made in Italy, quello delle Fondazioni d'impresa, enti filantropici creati dalle aziende per sostenere progetti di utilità sociale con investimenti importanti nelle persone ma anche in formazione, cultura, arte, sostenibilità, innovazione. Ad accendere un faro su questa realtà arriva un progetto editoriale curato da EY Foundation che da un viaggio simbolico nell'Italia delle imprese familiari, da Nord a Sud, ha tratto il libro "Visioni e Connessioni" presentato a Roma con una mostra delle foto più significative realizzate con le tredici Fondazioni coinvolte. "Il nostro progetto 'Visioni e Connessioni', racconta la storia e l'impegno di tredici fondazioni d'impresa e familiari che hanno dato vita a iniziative filantropiche innovative, contribuendo a rimettere in circolo valore per il Paese" spiega Tiziana dell'Orto, Segretaria Generale di EY Foundation nel corso dell'incontro dal titolo 'Visioni e Connessioni. Geografia emozionale dell'altra Italia' che ha avuto luogo presso la sede del Sovrano Ordine di Malta. "È il racconto di un'altra Italia, quella della filantropia a rilascio lento, che spesso sfugge ai radar dei media, fatta di organizzazioni e imprese che operano senza clamore, ma con visioni di lungo periodo e un forte radicamento nei territori" afferma ancora dell'Orto. Un volume che "nasce da un dialogo tra storie diverse" ma con un minimo comune denominatore, "trasformare il successo economico e imprenditoriale in responsabilità verso la società" osserva nella prefazione Riccardo Paterno', presidente di EY Foundation che all'incontro a Villa Magistrale ha fatto gli onori di casa in qualità di Gran Cancelliere dell'Ordine. Il libro 'Visioni e Connessioni' nasce dall'idea che il valore non si misuri solo nei risultati economici come emerge dal fatto che queste "famiglie iconiche", come le definisce la Ceo di EY Italia Stefania Boschetti, hanno creato altrettante Fondazioni: "abbiamo voluto approfondire non i numeri, ma un lato poco illuminato dai riflettori dove la visione di fare impresa si interseca con la connessione con il territorio e con le persone" afferma la manager. Le foto di Claudio Morelli e il testo di Walter Mariotti, Direttore editoriale di Domus, raccontano nel libro i progetti e i protagonisti di Fondazione Agnelli, Fondazione Alia Falck, Fondazione Bracco, Osservatorio Naturalistico Isola di Culuccia, Paolo Chiesi Foundation, Fondazione Ferragamo, Fondazione Grimaldi, Fondazione Ernesto Illy, Fondazione Lavazza, Fondazione Oltre, Fondazione Pirelli, Lene Thun Foundation e Fondazione Zegna. E così dalla Campania della Fondazione Grimaldi dove l'Ad del Gruppo, Emanuele, con la Fondazione che opera dal 2007 si evolve dalla tutela dei marittimi e delle loro famiglie nell'impegno sociale e educativo per la città di Napoli e le sue periferie, si passa a scorrere le foto emblematiche dei progetti della Fondazione Ernesto Illy a Trieste con la produzione di caffè che diventa strumento per diffondere sviluppo sociale e economico. C'è l'Alto Adige della Fondazione Lene Thun, mamma di Peter Thun, che ha realizzato ad oggi 56 laboratori di ceramico-terapia presso 36 strutture ospedaliere in Italia ed ecco la Sardegna dove Marco Boglione ha acquistato nel 2017 l'isola di Culuccia dando vita all' Osservatorio Naturalistico Isola di Culuccia con una opera di valorizzazione del territorio rispettosa dell'ambiente. C'è anche chi si concentra su un'età difficile come l'adolescenza con iniziative che coinvolgono giovani, genitori e educatori: è il caso della Fondazione Oltre promossa da Thea Paola Angelini con il marito Sergio Marullo di Condojanni, Ceo del gruppo. Tanti i casi che sono poco noti al grande pubblico. Spiega Giuseppe Lavazza, presidente di Lavazza Group che ha dato vita a tre Fondazioni con vocazioni diverse: "Abbiamo aderito a questo progetto perché innanzitutto ci ha fatto molto piacere vedere che siamo in tanti a condividere il desiderio di dare un contributo importante alla società a diversi livelli, sono tante fondazioni che nella maggior parte provengono da aziende familiari che come sappiamo in Italia costituiscono un pezzo molto importante della nostra economia. Questa è la dimostrazione di come l'impresa può anche avere dei risvolti che vanno al di là del suo semplice ruolo economico, diventando un importante attore sociale di trasformazione di di benessere in certi casi anche di grande speranza". 'Visioni e connessioni' segna anche una nuova direzione per la EY Foundation: "ci prefiggiamo di lavorare su tutti quei progetti che mettendo al centro le competenze danno una possibilità ai giovani di andare in direzione delle richieste del mondo del lavoro in continua evoluzione" spiega Tiziana dell'Orto. Il racconto delle Fondazioni d'impresa è quindi solo un primo step di un percorso più articolato. "Abbiamo pensato a una seconda tappa all'interno del mondo delle competenze - sottolinea la Ceo Boschetti - e quindi deciso di lavorare con gli Its" gli Istituti tecnici superiori. Il progetto punta anche a realizzare una piattaforma dei mestieri utile per l'orientamento dei ragazzi, creando in questo modo "una connessione tra mestieri e percorsi di studio". (ANSA).
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