Vincenzo Onorato, 'bomba o bettolina cause esterne del disastro Moby Prince'

(ANSA) - FIRENZE, 13 OTT - "Ci furono Cause esterne", "nè nebbia, nè errore umano come fu detto fin dalla mattina dopo", per spiegare la collisione la sera del 10 aprile 1991 tra la Moby Prince in uscita dal porto di Livorno e la petroliera Agip Abruzzo in rada. Per l'armatore Vincenzo Onorato, audito dalla Commissione parlamentare d'Inchiesta, "cause esterne obbligarono a una manovra d'emergenza il comandante Ugo Chessa". Onorato ha ipotizzato "una bomba fatta esplodere a prua", oppure "una bettolina a fanali spenti" che si sarebbe parata davanti alla Moby. Onorato ha escluso la versione data all'opinione pubblica poche ore dopo e rimasta in piedi decenni. "Mi ricordo che la mattina il comandante del porto di Livorno Albanese e il ministro della Marina Mercantile, Calogero Vizzini, dopo un colloquio fra loro a porte chiuse, uscirono e dettarono la sentenza: errore umano e nebbia. E siamo andati avanti con questo dogma". "Seguì disinformazione mediatica", "tutta la storia processuale - ha detto - è stata indirizzata e inquinata dal fatto che dissero 'nebbia e errore umano'. Non si usciva da qua. E noi Onorato finimmo sul banco degli imputati con la nostra compagnia". "Avevo 31 anni ed amministravo la compagnia con mio padre 82enne - ha ricordato - Da 35 anni ripeto le stesse cose: per me furono cause esterne, lo dissi subito. Navigavo su Moby Prince. Di tutti i comandanti, quello del Moby Prince Ugo Chessa nella mia vita non ho mai trovato uno come lui con una scrupolosità e una rigidità nel comando assolute". La collisione contro la petroliera Agip Abruzzo causò 140 morti sulla nave Moby Prince, in particolare a causa dell'incendio che scaturì dopo. (ANSA).
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