Una bara bianca e corone di fiori per l'addio a Fabio vittima innocente

(ANSA) - NAPOLI, 14 APR - Una bara bianca, corone di fiori e un immenso dolore. Una maglia blu del Bingo di Cercola, dove il giovane lavorava, ed un'altra maglia, bianca, dell'A.S.D. 'Barone Calcio' con il numero 7 e il nome Ascione. Lo stesso numero che verrà ricordato come il giorno del suo assassinio. Nella chiesa di San Pietro e Paolo, nella zona est di Napoli, sono centinaia le persone che sono accorse al funerale del giovane Fabio Ascione, vittima innocente, ucciso a soli 20 anni da un colpo di pistola al torace all'alba del 7 aprile a Ponticelli. Una chiesa gremita di una comunità distrutta dal peso del dolore e dell'ingiustizia di una vita spezzata ingiustamente mentre tornava a casa dopo una notte di lavoro al bingo. Fuori, manifesti di cordoglio parlano di una "incomprensibile tragedia". L'associazione Antiracket "rete per la legalità" scrive di "una giovane vita spezzata, innocente, estranea a ogni logica di violenza. La sua morte colpisce tutti noi. Ci interroga. Ci chiama alla responsabilita. Non è accettabile morire cosi. Non è accettabile che la paura diventi normalità. Ponticelli ha diritto alla vita, alla sicurezza, alla dignità. Il silenzio non protegge. La comunita unita si. Con rispetto, dolore e impegno perché tragedie come questa non si ripetano". I funerali si stanno svolgendo in forma pubblica, alla presenza delle autorità locali, tra cui la vicesindaca di Napoli Laura Lieto. A celebrare la messa l'arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia. "Da quando sono a Napoli, sono stati troppi i funerali di giovani, di ragazzi, di fratelli uccisi da proiettili assassini, da pistole che non avrebbero dovuto sparare, che richiamano scenari di una guerra che non ti aspetti in una terra così bella, in una città come la nostra. Troppi occhi chiusi per sempre. Troppe vite spezzate. Ogni volta una storia interrotta. Ogni volta un sogno infranto. Ogni volta una famiglia distrutta. E oggi quel volto ha un nome: Fabio", sono state le parole dell'arcivescovo. Al termine dell'omelia forti gli applausi dei presenti. (ANSA).
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