Ucciso e sciolto nell'acido, nuovo processo con aggravante mafiosa

(ANSA) - NAPOLI, 20 MAG - La Corte di Cassazione (prima sezione penale) ha accolto i ricorsi della procura generale di Napoli, nella persona della dottoressa Correra, e della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, con il sostituto procuratore Giuseppe Visone, con i quali è stato chiesto il riconoscimento dell'aggravante mafiosa a carico di Salvatore Cammarota, Roberto Perrone e Carlo Nappi, ritenuti mandati ed esecutori materiali dell'omicidio di Giulio Giaccio, il giovane vittima di uno scambio di persona, assassinato a sangue freddo, a colpi di pistola, e poi sciolto nell'acido affinché di lui restasse più nulla. "Dopo 25 anni, finalmente, c'è un segnale di giustizia", commentano l'avocato Alessandro Motta che con la collega Concetta Chiricone da anni si batte affinché Gilio Giacco venga riconosciuto una vittima innocente della camorra. "Speriamo che la Corte di assise di appello davanti alla quale sarà celebrato nuovamente il processo - continuano i due avvocati - saprà valutare tutti gli elementi in maniera sobria e legittima al fine fare pienamente giustizia su questa annosa vicenda che ha turbato la vita di una famiglia intera". "La mamma di Giulio, - concludono i due avvocati - deceduta prima dell'ultima sentenza, fino all'ultimo ha chiesto giustizia per il figlio che è morto ammazzato in maniera efferata dalla camorra a soli 25 anni, per uno scambio di persona". Giulio Giaccio venne assassinato il 30 luglio del 2000 e "annichilito" con l'acido dopo essere stato scambiato per un certo Salvatore "colpevole" di intrattenere una relazione sentimentale con la sorella dell'affiliato al clan Polverino Salvatore Cammarota. (ANSA).
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