Ucciso e fatto a pezzi, Alessandro stordito con farmaci e soffocato

(ANSA) - GEMONA, 20 GEN - Alessandro Venier è morto per overdose di farmaci e soffocamento. È la conclusione a cui è giunta la perizia medico-legale e tossicologica sui resti del 35enne ucciso dalla madre e dalla compagna nella serata del 25 luglio 2025 nella sua abitazione a Gemona del Friuli (Udine). Lo scrive il Messaggero Veneto nella sua edizione online. La perizia è stata depositata nei giorni scorsi e conferma solo in parte la ricostruzione fatta dalla madre della vittima, la 62enne Lorena Venier, accusata dell'omicidio del figlio in concorso con la compagna di quest'ultimo, Mailyn Castro Monsalvo, 31 anni, originaria della Colombia. La madre, da sola, lo ha in seguito anche fatto a pezzi e, aiutata dalla nuora, trasportato nella rimessa, dove il corpo è stato nascosto in un contenitore nel quale poi è stata versata della calce. Il pubblico ministero titolare dell'inchiesta, Giorgio Milillo, ha confermato alla stampa come la morte di Venier sia stata determinata da "un complesso di cause". L'avvocata che difende Mailyn, Federica Tosel, si è riservata qualsiasi commento: "A noi non è stato consegnato ancora nulla - ha detto all'ANSA -: attendo prima di esprimermi per poter declinare al meglio ciò che il perito avrebbe effettivamente rilevato". (ANSA).
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