Uccisa dal compagno, a Firenze manifestazione chiede 'Giustizia per Eleonora'

Iniziativa Nonunadimeno. Sorella 'non fu raptus, c'era rapporto tossico'

(ANSA) - FIRENZE, 21 MAR - Allo slogan 'Giustizia per Eleonora' manifestazione oggi in piazza Santissima Annunziata a Firenze per Eleonora Guidi, uccisa l'8 febbraio 2025 a Rufina (Firenze) dal compagno Lorenzo Innocenti, che poi tentò il suicidio gettandosi dalla finestra. All'iniziativa, organizzata da Nonunadimeno, seguirà il 25 marzo un presidio davanti al tribunale, in occasione dell'udienza per l'incidente probatorio per la perizia psichiatrica a cui Innocenti è stato sottoposto. Un gruppo di periti incaricati dal gip ha stabilito che in vista dell'udienza al momento Innocenti non sia in grado di partecipare al processo e non sia socialmente pericoloso. Presenti oggi in piazza un centinaio di persone, in larga maggioranza donne, insieme alla sorella di Eleonora, Elisabetta Guidi: "Credo che tutte queste persone che sono qui oggi siano un abbraccio collettivo a noi che viviamo in questo limbo da oltre un anno - ha detto a margine dell'iniziativa -. Ci aspettiamo che lo stato dopo che ha curato" Innocenti "e ha fornito tutte le tutele possibili affinché si rimetta in piedi adesso, siccome è un soggetto che parla, ragiona, cammina e gioca a scacchi, crediamo che sia arrivato il momento che lui sia messo davanti alle sue azioni e paghi per quello che ha fatto". "Non credo si tratti di raptus - ha aggiunto -. Comunque ci sono delle perizie che sono contrastanti, e su quello che può essere successo. So per certo che c'era un rapporto tossico e una violenza psicologica molto sottile nei confronti di mia sorella, quindi staremo a vedere". Per i femminicidi, e in particolare quello di Eleonora, "come Nonunadimeno non crediamo nel discorso del raptus - ha detto Elena di Nonunadimeno -, e non crediamo che si tratti di un momento estremo di violenza in un rapporto. Ma è solo una conseguenza ultima di ripetuti atti di violenza che avvengono all'interno della coppia, perciò non crediamo in questa narrazione. Crediamo anche in una giustizia che possa finalmente far recuperare alla famiglia un po' di serenità e protezione, e soprattutto che riesca a garantire agli orfani femminicidio una continuazione della loro vita". (ANSA).

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