Uccide la figlia 13enne e si suicida, i parenti 'aveva chiesto aiuto'

(ANSA) - TORINO, 23 GIU - Aveva chiesto aiuto più volte, dopo alcuni tentativi di suicidio, ma sarebbe stata lasciata sola. È l'accusa dei familiari di Mihaela Belecciu, la trentanovenne di origine romena che domenica scorsa a Torino ha strangolato la figlia Isabella, di 13 anni, prima di togliersi la vita impiccandosi. Secondo quanto riferito dai parenti a La Stampa, Repubblica (edizione di Torino) e Corriere della Sera, la donna soffriva di una grave depressione, aggravata dalla separazione dal marito, trasferitosi all'estero. La famiglia della donna, che viveva con le due figlie in via Domodossola, nel quartiere Parella, sostiene di avere chiesto più volte un ricovero e riferisce che al Centro di salute mentale a Mihaela sarebbe stato fissato un appuntamento per settembre. Per la famiglia, tre mesi per una visita è stata "una risposta inadeguata" alla richiesta di aiuto da parte sua. Sempre secondo quanto riferito dai parenti ai quotidiani, Mihaela avrebbe inoltre lasciato un biglietto destinato alla figlia maggiore, di 19 anni, con la scritta: "Guardate nel mio cellulare", indicando anche il codice di accesso al telefono. Il dispositivo è stato sequestrato dagli investigatori. A trovare i corpi della madre e della sorella era stata proprio la diciannovenne, quando domenica mattina, intorno alle 11, era rientrata a casa. Assistiti dall'avvocato Maurizio Punturieri, i familiari chiedono ora che venga fatta piena luce sulla vicenda e su eventuali responsabilità legate all'assistenza ricevuta dalla donna nei mesi precedenti al duplice dramma. (ANSA).
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