Tram deragliato, 'chiamata del tranviere sei minuti prima dello schianto'

(ANSA) - MILANO, 18 MAR - Dalle analisi effettuate dalla difesa sul telefono del tranviere Pietro Montemurro, indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose, per il deragliamento a Milano del tram 9 che, il 27 febbraio, ha causato due morti e una cinquantina di feriti, non risultano chiamate o altri contatti telefonici nei momenti precedenti all'uscita dai binari e allo schianto contro un palazzo. Risulterebbe, secondo la difesa, rappresentata dai legali Benedetto Tusa e Mirko Mazzali, una chiamata ad un collega, ma effettuata sei minuti prima. "Al momento dell'impatto posso escludere che fosse al telefono", aveva già affermato due giorni fa l'avvocato Mazzali davanti ai giornalisti. Da quanto si è saputo, nelle indagini della Procura e della Polizia locale, anche attraverso gli accertamenti sui cellulari sequestrati, inquirenti e investigatori vogliono collocare esattamente, su una 'timeline' secondo per secondo, quel contatto telefonico tra il tranviere e il collega - un ispettore controllore di esercizio di superficie anche sentito come teste - per capire se sia stato così ravvicinato alla fermata saltata, alla mancata deviazione dei binari e allo schianto finale. L'autista ha sempre sostenuto di aver perso il controllo del mezzo per un malore improvviso, ovvero una sincope vasovagale dovuta a un trauma all'alluce del piede sinistro che si sarebbe provocato mentre, a inizio turno, aveva aiutato a salire a bordo un disabile in carrozzina. Intanto, l'ipotesi della distrazione dell'autista è una di quelle su cui si concentrano le indagini, che devono valutare, comunque, con gli accertamenti sulla scatola nera che saranno disposti (assieme ad una consulenza cinematica), anche quella del guasto tecnico. (ANSA).
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